Una forma di solitudine

Purtroppo a quel tempo ero fidanzato e, come in un accordo mai definito, delegammo al Caso gli incontri tra i banchi e i corridoi dell’Università. Fu in quel periodo che capii l’esistenza di un altro tipo di solitudine

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Turbini

Poi, un tardo pomeriggio, sull’orizzonte comparvero 3 grossi turbini di vento e acqua, che divenne sabbia quando giunsero sulla spiaggia. Alzarono ombrelloni e barche, spalancarono imposte e scoperchiarono tetti. Si spensero sulla montagna alle nostre spalle, portando con sé tutto quel che trovarono sul cammino,

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L’appuntamento

Ovunque mi trovassi o dovessi andare, avevo la ferma convinzione che mi sarebbe stato più facile vederla se non avessi usato l’auto o altri mezzi. Solo con la pioggia evitavo la camminata, perché anche lei non sarebbe uscita.

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L’acqua

Lei partì l’indomani mattina presto. Al sentirmi chiedere quando ci saremmo rivisti, pensai per un istante se fosse realmente necessario lasciarsi. Tenni per me il pensiero e venne fuori un banale “Quando vorrai.”

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Vapore d’argilla

In quel luogo lontano non esistono aerei, ma grandi vascelli volanti e sulla Luna si giunge con le parole e non con i razzi. Di sera, le vie hanno l’odore dell’olio bruciato dalle fiammelle nei lampioni. I forzieri non sono chiusi, ma adornati con foglie colorate su enormi anelli di corteccia.

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Nel bene e nel male

Può solo un nome evocare tanto? imprigionare pensieri, dettare il pulsare nel petto e far sentire lo stomaco arrendersi alla mancanza? Sì, può farlo e imperterrito continuare fino al prossimo cenno di presenza, che induce la gola a deglutire in un riflesso condizionato, gli occhi chiudersi per un istante mentre i polmoni inspirano come dopo una lunga apnea.

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Afonia

Imparai a inventare e scrivere storie perché le emozioni non diventavano parole per uscire dalla bocca, piuttosto mi rendevano afono

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Rosso cadmio

Seppur ancora bimbo, capii che non era una cosa buona, ma capii anche che non era colpa mia se non sorridevo come gli altri o non piangevo quando mi lasciavano all’asilo, non avevo paura del buio e non ero contento a Natale

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Ocra

Mi sono visto di spalle che partivo. Non ero né giovane e né vecchio, solo molto stanco. Quelle volta, per la prima volta, sarei voluto rimanere sul terrazzo di casa per godere il fresco gentile sparso la sera dalla tarda primavera, spillando un po’ di profumo …

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La gentilezza

E così, tutto quel che un tempo era ora non è più. Non sei più tu e non sono più io. Quel che ci accumunava è svanito. Forse consumato dal tempo, forse logorato dalle distrazioni, dagli impegni di lavoro, da passioni differenti, sopraggiunte con l’età. Siamo distanti, seppur vicini. Siamo seduti accanto, ma non ci comprendiamo,

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