Fra gli strumenti tecnologici di proximity marketing che non necessitano di terminale, compaiono gli schermi, i totem video ed i proiettori (vedi articolo).

Essi sono la naturale evoluzione dei manifesti tradizionali, quelli di origine tipografica che sono ancora dominanti nelle città, soprattutto in occasione di eventi legati ad elezioni politiche. Prima di giungere alla loro attuale evoluzione di stampo digitale, sono passati attraverso la fase di trasformazione “meccanica” del messaggio. In pratica l’immagine finale era ritagliata in tante strisce poste su supporti rotanti multifaccia. In questo modo ad ogni rotazione sincrona di tutti i supporti corrispondeva una diversa immagine.

Oggi siamo passati al digitale e quindi enormi schermi, spesso grandi come le facciate dei palazzi che li ospitano, ci propongono video promozionali o informativi che non hanno nulla da invidiare in termini di qualità, ai nostri televisori da salotto.

Per avere un’idea di ciò di cui sto scrivendo è sufficiente soffermarsi un po’ a ripensare a quando siamo stati l’ultima volta in un aeroporto o in una stazione di una città medio grande. Avrete sicuramente fatto caso a quanti schermi vi sono. Escludendo tutti quelli che danno informazioni su arrivi e partenze, tutti gli altri ci bombardano con informazioni commerciali alternate da news di cronaca o finanziarie. Spesso tutti questi schermi propongono in simultanea lo stesso video. É evidente che facciano parte di un unico network la cui regia predispone dei veri e propri palinsesti a circuito chiuso.

Ultimamente il Digital Signage è divenuto molto popolare, quasi di moda come termine. Dopotutto gli inglesismi danno a tutto ciò che si pronuncia un suono molto “Business” e ben sapendo che spesso è “l’abito a fare il monaco” potete ben immaginare come tale termine sia entrato subito nei titoli di articoli, dibattiti e listini prezzi di società che hanno cambiato la voce “totem video pubblicitario” o “schermo pubblicitario” con la più evoluta ed alla moda voce “attività di Digital Signage”.

In realtà la promozione tramite spot video per strada esiste da un bel po’ di tempo. Chi di voi non ricorda quei grossi schermi con soli 4 colori che spesso si vedevano in vicinanza degli incroci semaforici??

Ma torniamo a noi. Perché il Digital Signage può intendersi come uno degli strumenti del Proximity Marketing?

Semplice perché tutto ciò che viene mostrato tramite questi apparati di segnaletica digitale è visibile solo se si passa in loro prossimità, inoltre, se ben studiato, il loro messaggio riesce a far stabilire un contatto con il mittente.

Possono essere sicuramente strumenti molto affascinanti, tecnologicamente evoluti, che non necessitano della presenza sul posto per la programmazione del loro palinsesto di trasmissione, che può avvenire tranquillamente da remoto tramite connessione ad internet.

Per contro il canale umano VIDEO/AUDIO sul quale cercano di sintonizzarsi è saturo di questo genere di informazioni e quindi tende a dare loro poca rilevanza.

L’uomo medio è sottoposto giornalmente a numerosi contatti di quel genere. Immaginiamo la televisione, i cartelloni più o meno tradizionali, l’advertising dei siti che oggi è sempre più invadente, ecc. ecc.

Tutto ciò ha sviluppato in noi in inconscio scudo auto protettivo, un vero e proprio firewall che filtra molto delle informazioni ritenute superflue facendoci porre attenzione solo su ciò che potenzialmente può recarci un beneficio di qualsiasi tipo esso sia.

Ciò non toglie che comunque una buona campagna informativa o pubblicitaria, sia essa basata sui principi del Proximity Marketing, che intesa semplicemente come una campagna pubblicitaria di tipo video, possa dare una buona resa.

Il Digital Signage può essere considerato anche come strumento di Branding che alla fine riuscirà a posizionare fra le nostre associazioni inconsce di idee quel determinato marchio con tutto ciò che le menti fini del marketing gli hanno saputo cucire addosso, bypassando le nostre sfinite difese stremate da tanto martellare.

AM
Benevento, 27 ottobre 2009

2 thoughts on “Digital Signage e Proximity Marketing

  1. Ciao Alfredo. Ti faccio i miei complimenti per come stai tracciando il proximity marketing. Ho letto anche di altri in giro per la rete che cercano di scrivere qualcosa, ma secondo me fra tutti il tuo sito è quello che meglio rappresenta il proximity. Se qualche volta vieni a Milano per lavoro scrivilo sul sito, mi farebbe piacere incontrarti da vicino.

    complimenti
    Federico

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