Ieri sera, per una serie di eventi fortuiti, mi sono ritrovato introdurre il film “Mary Shelley” c/o la Libreria Masone Alisei. Non mi soffermo su trama, personaggi, frasi celeri e altro, ma su questo fotogramma: è il momento in cui il ragazzo, ruba il tempo al concatenarsi degli eventi, per dare alla ragazza un bigliettino con su scritto un suo pensiero. All’epoca era complesso comunicare e lo è stato fino all’arrivo del telefono in ogni abitazione, poi divenuto smartphone per ogni persona. Ma questo lo sappiamo tutti, perché viviamo la contemporaneità. Se scrivessi era meglio prima, perché esprimeva il vero amMmore, sarebbe un concetto banale, perché noi siamo figli del ns tempo ed è giusto che oggi vada così, forse i ns nipoti useranno direttamente una comunicazione che parte dalle onde cerebrali, ma non per questo saranno da condannare. Il concetto su cui mi voglio soffermare è un altro ed è lo stesso che mi balza alla mente quando leggo una poesia di Catullo, un pensiero di Giordano Bruno o un notizia sull’ennesima strage per razzismo di razza o religione: passano i secoli e gli strumenti a disposizione ma i bisogni, i pensieri e la crudeltà dell’uomo restano immutati. L’uomo è sempre rimasto uguale, ha fatto evolvere solo ciò che lo circonda, ma non ancora se stesso.

Alcune immagini della serata:

AM
Benevento, 21 marzo 2019

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