proximity,  tecnologia

come considerare il QR-Code in riferimento al Proximity Marketing

Qualche tempo fa, durante una personale catalogazione degli strumenti e delle tecniche che in qualche modo possono essere ricondotti al Proximity Marketing, inclusi il QR-Code come strumento “impuro” o semplicemente un contenitore di informazioni da usarsi tramite lo strumento Bluetooth. [vedi articolo: http://www.alfredomartinelli.info/strumenti-del-proximity-marketing/ ]

È una forzatura che all’epoca commisi probabilmente per un eccesso di euforia.

A distanza di tempo e di riflessioni varie, ritengo che tale sistema sia da escludere dalle catalogazione e non lo si può considerare neanche fra gli strumenti “impuri”.

La ragione è semplice: esso va in evendente conflitto cone la definizione che a suo tempo diedi del marketing di Prossimità:
Tecnica che, mediante l’utilizzo di strumenti e metodi specifici, veicola informazioni e stabilisce contatti con individui e strutture poste nelle immediate vicinanze del mittente.

Il QR-Code ha un funzionamento che non si avvicina a tale definizione. Difatti esso può essere generato anche mesi prima ed apposto su riviste, manifesti, buste da lettera, ecc.
È evidente che il suo mittente può trovarsi distante sia nel tempo che nello spazio e non può ricadere nel concetto di prossimità che è alla base dell’argomento di cui scrivo.

A questo punto qualcuno può chiedersi come mai dopo tanto tempo mi viene in mente una correzione del genere. Semplice, poiché ho elaborato e sto seguendo un progetto in cui rientra il QR-Code, ho potuto rivedere le considerazioni che feci all’epoca e correggerle ufficialmente sul Blog che rappresenta il mio punto di vista sull’argomento proximity marketing.

Se poi vi interessa sapere qual è il progetto legato al QR-Code, beh, non vi resta che iscrivervi agli RSS del Blog perché non appena sarà ufficializzato, questione di giorni, ne scriverò qualche riga su queste pagine.

AM
Benevento, 2 settembre 2012