Con le carte in mano, tutti gli uomini sono eguali”. A pronunciare queste parole è uno dei protagonisti della pièce teatrale “Giocatori” pubblicata dallo scrittore e drammaturgo russo Nikolaj Gogol’ nella prima metà del XIX secolo. Perché se dalla notte dei tempi il gioco d’azzardo è un compagno dell’uomo, ma non è il caso di definirlo fedele, la letteratura lo ha spesso messo al centro delle proprie fatiche o utilizzato come fascinoso background.

Per gli antichi romani era cosa di tutti i giorni scommettere sull’esito degli scontri fra i gladiatori oppure sul risultato delle corse con le bighe. Prima ancora dell’anno mille i cavalieri di mezza Europa si sfidavano in giostre e duelli con in palio non solo fama e onore. Sul finire del medioevo quasi ogni città aveva la sua baratteria, dove viandanti e avventurieri cercavano fortuna giocando ai dadi oppure a carte. Ma fu solo dal 1600 in poi che aprirono i battenti quelle sale da gioco che, ribattezzate in seguito casinò e passate attraverso una miriade di cambiamenti, sono arrivate fino ai nostri giorni.
E di questa storia infinita c’è traccia negli scritti di molti grandi della letteratura mondiale.
Qualche esempio?
Come non ricordare che fine fa per Dante Alighieri chi “biscazza e fonde la sua facultade”. Fedor Dostoevskij ci racconta le peripezie di Aleksej Ivànovic, prima precettore e poi, per amore, giocatore. Honoré di Balzac introduce il tema della scaramanzia in un mondo fatto per lo più di numeri e possibilità. Crudo e disincantato il ritratto che Arthur Schnitzler fa di William Kasda e di una certa società a cavallo del Novecento. Per concludere con Luigi Pirandello che in parte lega le sorti del Mattia Pascal alla corsa della pallina sul piatto della roulette.
Un elenco che potrebbe proseguire senza sosta da Dickens a Bukowsky, passando per molti altri autori più o meno famosi. Di sicuro c’è che il gioco d’azzardo nel corso del 2017 ha strizzato l’occhio a un bel po’ di italiani.
Stando al rapporto dell’Osservatorio sul Gioco Online del Politecnico di Milano, struttura promossa dall’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopli, e da Sogei, controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, quelli che almeno una volta nell’arco dei dodici mesi hanno aperto i battenti di un casinò online, clicca qui per vederne uno più da vicino, ammontavano a 2,2 milioni (erano 1,79 nel 2016 mentre nel 2015 1,56).

La descrizione, o se preferiamo, l’identikit del giocatore online tipo ci dice che è uomo (82%), residente nelle regioni del centro-sud (70%), con una età compresa fra i 25 ed i 44 anni (53%).
E chissà che da questo sommario ritratto qualche scrittore non possa prendere spunto per tratteggiare il protagonista della sua prossima fatica letteraria…

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