Cobalto
In cui si racconta la storia di un pittore, che ha perso la sua “Musa ispiratrice”.
Quel mattino mi svegliai con la testa appoggiata sul tavolo al centro della stanza. Sulla tovaglia c’era la bottiglia di vino ancora chiusa, ma il ghiaccio intorno era divenuto semplice acqua in un secchiello. All’altro capo del tavolo i colori erano quasi secchi sulla tavolozza.
Restando seduto, iniziai a guardarmi intorno.
Aderenti alle pareti, disposti ad altezze differenti, appoggiati a terra negli angoli o ancora in lavorazione sui cavalletti, tutta la stanza profumava di colori e tele di ogni dimensione.
Ogni rappresentazione presente, aveva un elemento che riconduceva a lei. Alle volte un colore, alle volte un tratto. In qualche caso il suo profilo l’avevo trasfigurato in forme prossime alla natura, così come il suo corpo. In altri rari casi era proprio lei, ma nessuno oltre noi due l’avrebbe mai riconosciuta.
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L’acquerello usato come copertina del racconto è opera di Jennifer D’Ambrosio ed è direttamente ispirato alle scene presenti nel racconto, quasi come se lei fosse stata nella mia testa quando ho immaginato gli ambienti.
AM, 11 aprile 2020


