Era una notte buia e quasi tempestosa, ma estiva, mediterranea, di quando il vento soffia dal mare e porta il profumo di salsedine calda. Ero nel pieno dell’adolescenza, in un’auto guidata da un’amica dei miei genitori. Con me c’erano anche mia sorella e la coppia di figli della signora. Guardai l’ora, lessi 22:22 e subito mi persi in un incredibile pippone mentale sulla sequenza. Non ricordo cosa accadde dopo, probabilmente nulla di interessante o qualcosa che la mente ha rimosso, perché da quel giorno, spesso mi capita di guardare l’ora su un orologio digitale proprio quando si visualizza quel doppio numero ed è spesso l’indicatore di un fastidioso evento che sta per giungere. Per fortuna mai nulla di molto grave, ma di sicuro fastidioso, che quando arriva si fa sentire. Se vi sia un senso reale o immaginario a questo intreccio non so rispondere, nel frattempo cerco di scoprire l’origine della concatenazione o della suggestione.

AM
Benevento, 4 aprile 2019

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