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Strumenti tecnologici di Proximity Marketing che necessitano di terminale

4 Ott , 2009  

Qualche giorno fa ho pubblicato un articolo in cui ho descritto in modo sommario gli strumenti che possono considerarsi al servizio del Marketing di Prossimità, suddividendoli per categorie.

Adesso voglio cominciare a descrivere e soprattutto spiegare il perché di questa suddivisione, partendo dagli strumenti tecnologici su cui più di altri ho avuto domande.

Prima procedere alla spiegazione vi rammento un importante passaggio della mia definizione di marketing di prossimità:
“Tecnica che, mediante l’utilizzo di strumenti e metodi specifici, veicola informazioni e stabilisce contatti con individui e strutture poste nelle immediate vicinanze del mittente.”

Il fine degli strumenti è dunque quello di stabilire un contatto. Fra i “tecnologici” abbiamo però una categoria di strumenti che necessita, per stabilire un contatto, di un cosi detto “appoggio” o “terminale di atterraggio”. Gli strumenti di cui parlo sono: il “Q.R.Code”, l’”R.F. Id.” ed il “Bluetooth”. Tutti e tre questi strumenti senza un terminale di appoggio non sortirebbero alcun risultato.
Differente è invece un altro strumento tecnologico come il terminale video sia touch che normale, il quale comunica e stabilisce contatti senza intermediari, catturando l’attenzione di chi passa semplicemente mostrando informazioni sotto forma di filmati, slides o foto ed interagendo direttamente con la vista dell’individuo che transita in sua prossimità.

In tutti e tre i casi su citati il terminale di appoggio o atterraggio del messaggio di contatto è nella stragrande maggioranza dei casi un telefono cellulare semplice o di tipo evoluto come un PDA o uno smartphone, ma possono essere anche netbook o notebook.

Purtroppo però non è sufficiente disporre di un cellulare su cui far giungere il messaggio. É necessario che esso contenga un software che interpreti la richiesta che gli giunge e nel caso del Bluetooth e dell’R.F.Id. deve essere dotato anche di un ricevitore tipo antenna dedicata che supporti lo specifico protocollo.

Dei tre sistemi in esame l’unico che per sua fortuna incontra meno problemi è il protocollo Bluetooth, di cui sul sito si è ampiamente parlato. La sua diffusione su cellulare è oramai molto ampia anche fra quelli di fascia bassa e molto lo si deve ai molteplici usi in cui può essere impiegato come quello di collegarsi al sistema di telefonia di alcune automobili, di consentire l’uso di cuffie ed auricolari senza fili, di collegarsi ai computer e rendere il cellulare un modem per la connessione ad internet, ecc.

Un po’ peggio se la passa l’R.F.Id., ma solo in riferimento al suo uso come strumento di Promity Marketing. Molto usato per la tracciabilità di merci, pacchi postali, bagagli, animali, ecc, se la cava meno bene al supporto di campagne di Marketing di Prossimità. Difatti cellulari che nascono con un ricevitore/trasmettitore di tipo “R.F.I.d” non ne conosco, se non quelli per usi di tipo industriale.

Il Q.R. Code invece si differenzia dai due precedenti strumenti, in quanto non necessita di hardware specifico, ma solo del software per la decifrazione dell’immagine a matrice. Di contro però c’è che non è uno strumento di tipo “attivo”.

Cerco di spiegare meglio il passaggio: sia il Bluetooth che l’R.F.Id. si usano tramite un trasmettitore che intercetta i potenziali riceventi che transitano in sua prossimità e cerca di stabilire con loro un contatto.

Il Q.R.Code è invece un’immagine che al suo interno contiene informazioni e URL codificati con un software che fa assomigliare il tutto ad una matrice di punti bianchi e neri. Non ha quindi nessuna forza trasmittente o attiva.

In campagne di Proximity Marketing in cui si vuole usare il “Q.R.Code” è necessario individuare il sistema per rendere decifrabile il contenuto codificato nell’immagine ed anche il modo in cui questa immagine possa giungere sul “terminale di atterraggio”, che come abbiamo visto nella maggior parte dei casi corrisponde con il cellulare.

In alcuni casi si cerca di far usare la videocamera del cellulare per riprendere l’immagine apposta sul packaging del prodotto o su di un manifesto pubblicitario e rendere il software per l’interpretazione dell’immagine scaricabile gratuitamente dal web inviando un SMS ad un certo numero di telefono.
In altri casi l’immagine può essere spedita tramite Bluetooth, ma il software per la sua lettura deve comunque essere scaricato dal web perché per ogni modello di cellulare c’è un’apposita versione del software di interpretazione dell’Q.R.Code.
Ed è per queste ragioni che indico quest’ultimo sistema uno strumento “impuro” di Marketing di Prossimità.
AM
4 ottobre 2009

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