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	<title>tette &#8211; Alfredo Martinelli &amp; dintorni</title>
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	<description>sperimentazioni tra scrittura e altre forme d&#039;espressione</description>
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		<title>Quando DIO inventò le TETTE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Mar 2022 20:41:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri, Racconti & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[alfredo martinelli]]></category>
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					<description><![CDATA[All’alba dei tempi, quando l’evoluzione umana compì il passo decisivo verso l’uso della parola, Dio era inizialmente entusiasta. Pensava che gli uomini avrebbero usato quel dono per comporre inni, scambiarsi poesie o ringraziarlo per l’architettura dei tramonti. Si sbagliava di grosso. Non appena impararono a dare un nome alle cose, gli uomini iniziarono a usarlo per una sola attività: lamentarsi. Le preghiere divennero una lista infinita di recriminazioni. C’era chi si lamentava del sole troppo cocente e chi del freddo pungente che gli intirizziva le dita. Si lagnavano della fatica di inseguire il cibo, del mal di schiena per costruire rifugi di fango. Ben presto, la questione si spostò sul piano sentimentale. Il &#8220;Cloud Divino&#8221; fu sommerso da lamentele su cuori spezzati, amici che non restituivano le lance e gelosie tribali. Dio non aveva più un attimo di pace. Non riusciva nemmeno a finire di rifinire una galassia che subito arrivava un nuovo, petulante reclamo. Un pomeriggio, mentre osservava con santa pazienza l’ennesimo uomo intento a inveire contro il destino, ebbe l’illuminazione. Un’idea semplice, rotonda, perfetta. Qualcosa che funziona ancora oggi, a distanza di millenni, con la stessa infallibile precisione del primo giorno. Dio creò le TETTE. In quel preciso istante, il rumore del mondo parve attenuarsi. Fu come se un tasto &#8220;mute&#8221; venisse premuto sul caos dei pensieri maschili. Accuditi, nutriti, o semplicemente incantati da quelle linee morbide e rasserenanti, gli uomini dimenticarono istantaneamente il motivo della loro rabbia. Lo stress evaporava, le menti si svuotavano dalle preoccupazioni superflue e un senso di pace estatica prendeva il sopravvento. Da allora, l&#8217;invenzione non ha mai perso un colpo. Grazie a questo dono, l&#8217;uomo ritrova l&#8217;equilibrio e Dio può finalmente tornare a occuparsi di faccende più complesse, come la fisica quantistica o il monitoraggio dei buchi neri, sapendo che quaggiù basta un attimo di contemplazione per riportare il sereno. Quindi, la prossima volta che senti che stai per perdere le staffe, che il lavoro ti opprime o che il traffico ti divora, fermati un istante. Respira. E rivolgi un pensiero grato a quel miracoloso design divino: ritroverai quel briciolo di pace interiore necessario per affrontare il mondo col sorriso. AMBenevento, 9 marzo 2022]]></description>
		
		
		
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		<title>differenze tra le tette e le religioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 12:18:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[sparsi pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[religioni]]></category>
		<category><![CDATA[tette]]></category>
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					<description><![CDATA[l&#8217;anziano saggio posò il bicchiere di vino sul tavolo di legno scheggiato, guardando l&#8217;orizzonte dove il sole stava lentamente affogando nel mare. Il ragazzo accanto a lui esitò un istante, poi lanciò la provocazione che gli ronzava in testa da tutto il giorno. &#8211; Dimmi la verità, secondo te, che differenza c&#8217;è tra le tette e le religioni? Il saggio non si scompose. Sorrise tra le rughe, come se aspettasse quella domanda da una vita intera. &#8211; Ce ne sono a decine, ragazzo mio e sono profonde come l’oceano. Vedi, le tette sono il primo porto sicuro. Generano conforto immediato in chi vi cerca protezione e offrono il piacere purissimo dell’accudimento a chi le possiede. Sono l’unico linguaggio che non ha bisogno di traduttori: mettono d’accordo tutti, da sempre, sulla loro importanza vitale nello sviluppo affettivo, concettuale e persino culturale dell’umanità. Si schiarì la voce, lo sguardo fattosi più dolce. &#8211; Le tette non discriminano. Non chiedono passaporti, non guardano il colore della pelle né il conto in banca. Nutrono e accudiscono in ogni angolo della Terra, senza distinzioni. Ho visto creature di ogni specie, umane e animali, allattare con lo stesso identico amore cuccioli che non erano i propri. Sono l’incarnazione della poesia, Muse che ispirano l’arte e ambasciatrici silenziose di una pace interiore che non urla mai. Sono nate insieme a noi, nel momento esatto in cui la vita ha deciso di farsi mammifera. È talmente evidente, ragazzo, che le tette siano un’opera diretta di Dio. Il ragazzo rimase in silenzio per un lungo momento, poi incalzò: &#8211; E le religioni, allora? Il saggio sospirò, e stavolta il tono si fece più grave, quasi malinconico. &#8211; Le religioni… beh, le religioni hanno costruito muri dove c’erano praterie. Hanno creato distanze tra i popoli e, ancora oggi, scavano solchi fatti di discriminazione e conflitti. Invece di unire, spesso allontanano chi le vive in modo diverso. Sono strutture rigide, piene di regole e dogmi da difendere a ogni costo, dove la spiritualità finisce spesso soffocata dalle credenze umane. Fece un gesto vago con la mano verso le luci della città che si accendevano in lontananza. &#8211; Sono apparse millenni dopo che l’uomo &#8220;Sapiens&#8221; aveva già imparato a camminare e ad amare. Il problema è che ogni fede si convince di essere l’unica depositaria della verità assoluta, finendo quasi sempre per screditare quella degli altri. &#8211; Quindi? &#8211; chiese il ragazzo, ormai catturato dal ragionamento. &#8211; Quindi è matematico, figliolo: se le tette sono un dono di Dio, è del tutto evidente che le religioni le abbia inventate l’Uomo! AMBenevento, 23 febbraio 2021]]></description>
		
		
		
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