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	<title>storie tra i basoli &#8211; Alfredo Martinelli &amp; dintorni</title>
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	<description>sperimentazioni tra scrittura e altre forme d&#039;espressione</description>
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	<title>storie tra i basoli &#8211; Alfredo Martinelli &amp; dintorni</title>
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		<title>&#8220;Storie tra i basoli&#8221; live</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Aug 2021 10:33:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo un anno esatto, torno in scena con Lara Feleppa, questa volta c/o il giardino della Libreria Masone a Benevento. Nonostante l&#8217;improbabile data scelta: un mercoledì 11 agosto cittadino, la partecipazione è stata corposa, interessata e partecipativa, al punto che una coppia ha addirittura ballato al tempo del racconto &#8220;Bianco candido&#8220;. Le foto sono state scattate da Pasquale Foggia. AMBenevento, 12 agosto 2021]]></description>
		
		
		
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		<title>Contagiati dalla lettura ed. 2021</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2021 08:39:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Per mia fortuna, anche in questa edizione 2021 di &#8220;Contagiati dalla lettura&#8221; sono stato invitato come ospite inaugurale. Non era per nulla scontato. partecipare lo scorso anno è stato come assumere un rigenerante creativo. Provenivo da un momento di indecisione sul da farsi e l&#8217;evento mi ha aiutato a schiarirmi le idee, che sono poi fluite senza ulteriori interruzioni. Difatti &#8220;Storie tra i basoli&#8220;, presentato quest&#8217;anno, è uno dei frutti dell&#8217;evento dello scorso anno. Uno degli innesti, autore della mia ritrovata e rinnovata energia creativa è di sicuro la partecipazione attiva del pubblico. L&#8217;autore è sì al centro della scena, ma immerso in essa e non staccato, come un elemento estraneo da osservare, quanto piuttosto come un amico con cui colloquiare. Tutto ciò è reso possibile grazie a Maria Sarracco, Tanya Terlizzo, Gilda Pennucci Molinaro, Elianna Zotti e Andrea Orlando, componenti del gruppo organizzatore, alla disponibilità dell&#8217;Amministrazione Comunale di Fragneto Monforte, del Sindaco Luigi Facchino e del posto scelto: una incantevole piazza nel cuore del centro storico. Alcune foto della serata Grazie di cuore a tutti AMDiamante/Cirella 9 luglio 2021]]></description>
		
		
		
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		<title>Il ruolo dell&#8217;artista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 17:10:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[sparsi pensieri]]></category>
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					<description><![CDATA[Compito dell&#8217;artista è far ritrovare il fruitore dell&#8217;opera protagonista dell&#8217;opera stessa. Il video è un estratto della presentazione di &#8220;Storie tra i basoli&#8221;, organizzata e condotta da Luigi Marino, andata in ondo in diretta streaming lo scorso 17 febbraio 2021. L&#8217;intero video è qui disponibile: presentazione &#8220;Storie tra i basoli&#8221;. Il libro è gratuitamente scarica da questo blog: scarica &#8220;Storie tra i basoli&#8221;. AMBenevento, 28 febbraio 2021]]></description>
		
		
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		<title>Presentazione &#8220;Storie tra i basoli&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 11:54:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mercoledì 17 febbraio, grazie all&#8217;iniziativa di Luigi Marino, Presidente del Comitato centro storico di Benevento, c&#8217;è stata la presentazione di &#8220;Storie tra i basoli&#8220;. Come avviene di consueto in questo particolare momento storico di pandemia e restrizioni agli incontri in presenza, il tutto è avvenuto in diretta streaming sulla Pagina Facebook del Comitato. Ad arricchire la serata ho avuto la fortuna degli interventi di Elide Apice, Lara Feleppa, Laura Coletta e Jovana Tutic Di seguito il video l&#8217;intera presentazione, incorporato direttamente da Facebook: Clicca qui per scaricare e leggere gratuitamente il libro. AMBenevento, 18 febbraio 2021]]></description>
		
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		<title>Ebano</title>
		<link>https://www.alfredomartinelli.info/libri-racconti-storie/ebano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2020 21:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri, Racconti & Storie]]></category>
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					<description><![CDATA[Avevo voglia di tornare a casa per terminare il prima possibile la giornata. Sembrava iniziata bene, con la giusta energia per riprendere le fila della mia creatività e voglia di fare, ma si era man mano trasformata in un tunnel di pensieri su cui, d’improvviso, si era ribaltato il punto d’osservazione. Era come se si fossero invertiti i miei poli gravitazionali e ora quasi camminavo senza guardare intorno. Non avevo alcuna voglia di nuovi incontri, qualunque fosse stata la loro natura. Pensando di giungere prima, imboccai una traversa differente dal solito. Da subito ebbi l’impressione che le strette carreggiate comprimessero la già scarsa illuminazione artificiale. Tutto sembrava ancora più fioco di una normale notte tra i vicoli del centro e faticavo a vedere l’intero percorso tra una curva e l’altra. Perfino dalle finestre delle abitazioni fronte strada non usciva alcuna luce, lasciando il vago sentore di ombre a indicare gli ostacoli da evitare. Passando accanto a uno dei tanti piccoli caseggiati che formavano la stradina, un portocino d’ingresso si spalancò un passo prima che lo superassi. Mi fermai per non andare a sbattere e, delicata, sentii una mano appoggiarsi sulle spalle guidarmi all’interno. Non mi parve strano ed entrai. Coperta da una velo nero e trasparente, si presentò alla vista un’incantevole donna, non più tanto giovane. La leggera vestaglia scendeva sulle sinuose forme, poggiando con grazia su ogni morbida curva, dalle spalle al seno, dai fianchi alle cosce, donando alla figura l’idea di una femminilità senza tempo. Con profondi occhi verdi, dolcemente mi guardò senza parlare, poggiando il dito indice prima sulle sue rosse e curate labbra e poi sulle mie. Ero totalmente stranito dalla situazione quasi surreale, ma al tempo stesso fortemente incuriosito e lasciai da parte tutti i propositi elaborati fino a quel momento. L’assecondai incoraggiato dalla voglia di capire. Per mano e sempre in silenzio mi condusse in una stanza interna. La fiamma del camino era l’unica luce e rendeva il rosso del parato un palcoscenico su cui recitavano le ombre degli arredi, come in una commedia muta. Tutta la casa profumava di cioccolata calda speziata. Un aroma mai sentito prima. Il profumo mi diede serenità e decisi di lasciarmi fluire da quello strano evento, senza opporre alcuna forma di resistenza. Guidando il mio corpo con le mani, mi fece voltare e alzare le braccia, sfilando con leggerezza ogni indumento. Ero in sua totale balìa e mi distesi sul tappeto in posizione prona, appoggiando la parte tra il mento e la gola su un cuscino simile a quelli da divano. Lei si abbassò con il viso fino al mio, mi fissò bene negli occhi e mi fece cenno di attendere, poi si diresse nella stanza accanto. Non sapevo chi fosse, perché non parlasse, m’avesse fatto entrare a casa sua e, soprattutto, perché fossi completamente nudo, sdraiato su un tappeto al centro di una stanza illuminata dalle fiamme nel camino e non sentissi caldo, nonostante fosse ancora estate. In quel momento non era però una preoccupazione, stavo bene, non c’era nulla che m’avesse fatto allarmare e non avevo alcun tipo di eccitazione erotica, pur essendo la mia ospite una donna dal notevole fascino. Vidi i suoi seducenti piedi scalzi entrare nella stanza appoggiando solo la parte anteriore, slanciando così ancor di più le sottili caviglie, da cui s’innalzavano gambe ancora toniche e snelle. L’odore di cioccolata si era intensificato. Si abbassò nuovamente fino a guardarmi negli occhi e finalmente sentii la sua voce: &#8220;Qualunque siano i pensieri che non ti fanno sentire pienamente in pace con te stesso, ora ti aiuterò a disperderli. Noi siamo la simultaneità, la compresenza tra la luce  e l&#8217;ombra, tra il bene e il male, tra il buono e il cattivo, tra ciò in cui eccelliamo e ciò in cui non siamo assolutamente capaci. Non esiste l&#8217;assoluto e se qualcuno lo raggiunge non è mai un bene. La vera forza è nel trovare il giusto equilibrio tra la nostra natura e ciò che vorremmo essere.&#8221; Nel tono non c&#8217;era possibilità di replica, ma solo ascolto. Si alzò senza fare rumore e si posizionò dietro me. Solo pochi istanti e sentii colare dal centro delle spalle un caldo e sottile filo dall’intenso aroma, capace di giungere fino al mio intimo sentire, scavando un varco tra le pieghe della pelle. Lei era a cavalcioni sul mio sedere. Iniziò con energia crescente a usare le sole dita per massaggiare la mia stanca carne. Per lungo tempo intorno al collo, poi a scendere gradatamente sulle spalle e giù, senza tralasciare nessuna piega. Sentivo le sue gambe stringersi intorno al mio corpo a ogni risalita dalle natiche alla nuca, passando per la colonna vertebrale e il suo respiro muoversi in sincronia con il corpo. Intenso era l’aroma di cioccolata, che sentivo penetrare nei pori della pelle e riempirmi di sé. La mente era andata altrove. Rapida viaggiava all’incessante ritmo delle immagini che si susseguivano frenetiche: l’infanzia, i genitori, l’adolescenza, la ragazza della prima cotta importante, quella che avevo rivisto la mattina prima, quella attuale, i primi quadri premiati, le prime mostre e le prime soddisfazioni economiche. I pensieri erano finalmente liberi di esprimersi che stavano per condurmi lì, dove ancora non erano riusciti a portarmi. Avrei finalmente capito quel che di me avevo ancora oscuro. Fu in quei momenti che la sentii alzarsi e indurmi con le mani a girarmi per mettermi supino. Era nuda e color ebano, perché si stava completamente cospargendo con abbondante e grondante cioccolata. Da sotto la osservai ammaliato e rapito da tutta la sua prosperosa generosità. Si abbassò fino a poggiare i seni sul mio petto e massaggiarmi come solo una donna può fare, ma dopo pochi secondi carichi di elevatissima tensione erotica, bussarono alla porta. Le si interruppe dopo poco e si avvicinò all’orecchio per sussurrare: “Ti ho riconosciuto prima, quando mi sono abbassata per indicarti d’attendere. Ho voluto donarti comunque questo massaggio, per ringraziarti di tutti i momenti di serenità che mi dà quel che fai, ma ora devi andare via, sta per arrivare un mio nuovo cliente. La notte ospito coloro a cui la Vita ha dato qualcosa in meno o di diverso. Spesso sono accompagnati dalle madri, a cui non fa piacere si sappia in giro. Non è il caso ti vedano. In fondo c’è il bagno, pulisciti e vestiti senza far rumore, poi esci dalla finestra.” Mi diede un delicato bacio sulle labbra e mi aiutò ad alzarmi. Ero frastornato, come quando ci si sveglia nel cuore della notte per far qualcosa d’imprevisto e non piacevole. Prima di entrare nel bagno, riflesso in uno dei tanti specchi, notai un mio vecchio quadro. Mi sciacquai rapidamente senza usare il sapone, mi piaceva l’odore della cioccolata e avevo voglia di portarlo con me. Aprii la finestra e scavalcai il davanzale. &#160;&#160;&#160; Dopo un viaggio quasi onirico privo di suoni, ma carico di sensazioni al limite del soprannaturale, mi ritrovai nuovamente nel cuore della città vecchia. Pulsava la frenesia di coloro che la notte sperano di recuperare quel che durante il giorno non sono riusciti a ottenere. Mi guardai intorno, poi abbassai la testa e mi diressi verso casa. AM Benevento, 31 ottobre 2020]]></description>
		
		
		
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		<title>Turchese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2020 20:55:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri, Racconti & Storie]]></category>
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					<description><![CDATA[Era da qualche settimana che non ci vedevamo. Riuscì a farmi sapere di volermi incontrare lasciando al falegname sotto casa un biglietto improvvisato su un pezzo di carta da imballaggio: “Un caffè al solito posto, sabato mattina all’ora dei netturbini!” Sintetica come sempre e come sempre fuori dall’ordinario. Era questo suo modo d’essere che anni fa mi fece innamorare, poi andò diversamente, ma siamo rimasti in ottimi rapporti, quasi bisognosi l’una dell’altro, pur se con vite e amori differenti.Arrivai puntuale, respirando l’aria frizzante dell’alba, mischiata al profumo dolce dei cornetti freschi e dei caffè sfornati dai bar del quartiere. Il nostro luogo era un po’ più nascosto degli altri, non per non farci vedere, perché la nostra amicizia era risaputa da anni, ma per avere l’intimità di parlare senza interruzioni. Lo sapeva anche il proprietario del bar, che per noi aveva sempre una soluzione poco in vista. Trovarla lì mi fece capire quanto l’argomento fosse serio. Aveva già ordinato anche per me e diviso in due i due cornetti dai gusti differenti. Erano ancora fumanti nei piattini al centro del piccolo tavolo tondo. Dividere il cibo era una nostra vecchia abitudine, di quando eravamo stati fidanzati: un modo per assaggiare più gusti e sentirsi più intimi.Quasi fosse naturale vederci, senza neanche salutarla, afferrai al volo una delle metà dei cornetti. Lei non mi diede neanche il tempo di farle domande che mi porse un foglio da lettera dicendo con tono preoccupato:&#8211; “Leggi ad alta voce” e io lessi: “Quando Dio ti ha creato, sono sicuro che stesse pensando a me. Per questa ragione hai mani sapienti per cacciare le mie pene e accarezzarmi la testa quando l&#8217;appoggio sul tuo grembo. Sono sicuro che prima di donarti gli occhi ha guardato i miei e intuito il loro bisogno di una nuova luce. Conoscendomi bene, per come mi aveva fatto, ti ha dato una doppia dose di pazienza e labbra affamate per farmi scappare dai pensieri più scuri. Ha per te cercato orecchie attente all&#8217;ascolto e nuove parole per tenere a bada le mie stranezze. Quando Dio ti ha creato, nel guardarmi ha pensato che non esistesse al mondo persona migliore per apprezzare la sua nuova opera e per questa ragione ci ha fatto incontrare.” Non sapendo cosa aspettarmi chiesi ironicamente:&#8211; “Non è dedicata a me, giusto?”&#8211; “Sempre la testa fresca tu, questa è una cosa seria!”&#8211; “Spiega!”&#8211; “Me l’ha scritta uno che ha perso la testa per me, ma a me non interessa affatto.”&#8211; “Non dirmi che quello che mi hai presentato l’ultima volta?” &#8211; “Sì, come devo fare?”&#8211; “Scusa ma torniamo sempre ai soliti discorsi, se una persona non ti interessa, perché le dai spazio?”&#8211; “Aeh … mo lascia perdere queste cose! aiutami a capire come devo fare! Ho già provato a dirgli che non è il caso, ma questo non molla, mi porta i fiori, mi intercetta per strada e per fortuna non si fa trovare ancora sotto il portone!” &#8211; “Mhm … brutta storia, sembra che tu l&#8217;abbia proprio fulminato!” &#8211; “e non scherzare sempre! tempo fa mi ha anche regalato un bracciale che serve per dire il rosario. Ha la croce e i grani in turchese e mi ha detto di recitare le preghiere tutte le sere all’imbrunire, così è come se lo facessimo insieme!”A quel punto mi venne da ridere spontaneamente e non per prenderla in giro. Non era una novità che individuasse tipi strani, però era la prima volta di uno con un così forte credo religioso. Al ché mi venne spontaneo chiederle: &#8211; “Scusa, ma almeno avete già fatto sesso?” &#8211; “Ma magari! Dice che va fatto solo dopo il matrimonio!”vorrei descrive la sua faccia quando mi rispose, ma non penso di riuscire a renderla a dovere e a me venne nuovamente da ridere, non tanto per le idee dell’uomo, quanto per l’incompatibilità con lei, che della libertà di vedute è stata da sempre una paladina.&#8211; “Dai aiutami, ti prometto che nelle settimane farò la brava senza trovarmi altri tipi strani” &#8211; “Però, pensandoci bene, è bravo a scrivere. Non è niente male la letterina!” &#8211; “Ma quale scrivere, chissà a chi l’ha chiesto! Alle volte incespica anche nel parlare!” &#8211; “Va be’ dai, veniamo al problema. Lui solitamente quand’è che ti intercetta per strada?” &#8211; “Quando esco per andare a lavoro e se faccio strade differenti mi becca al rientro. Ha imparato i miei orari, si fa i conti di quello che faccio e i tempi che impiego! Per questo ho voluto vederti così presto!” &#8211; “che palle d’uomo … comunque così è più facile del previsto, perché sarà semplice per me incontrarlo.” &#8211; “Ma che vuoi fare? Mica lo vuoi minacciare o cose del genere?” &#8211; “Ma no figurati, non sono il tipo, dovresti conoscermi bene. Piuttosto ascolta quel che voglio fare …” e le raccontai sommariamente la mia idea ancora acerba, ma con buone potenzialità di riuscita.Giunto il momento dell’imboscata, lei uscì come sempre dal portone di casa, io rimasi con aria indifferente tra i vicoli e le botteghe del centro, osservando da lontano. Poco prima che lei giungesse sul corso cittadino vidi un uomo andarle incontro. Spostai la mia traiettoria per giungere alle sue spalle e avere modo di ascoltare qualcosa e puntualmente accadde &#8230; &#8211; “Oh ciaooo” disse lui fingendo ridicolamente sorpresa “ci siamo incontrati anche oggi, il Signore è proprio dalla nostra parte allora!”Avrei voluto attendere ancora, un po’ per punire lei nel farle sentire queste fesserie e l’avrebbe meritato. Un altro po’ perché volevo capire fin dove era capace di arrivare quel tizio, ma avevo da fare anche altro e intervenni: &#8211; “Ciao cara, allora è lui l’amico di cui mi hai parlato in queste settimane?” &#8211; “Sì, è lui. Credo che sia ormai pronto e oggi sia il giorno più adatto, perché è il terzo sabato di un mese dispari.” &#8211; “Scusate non ho capito, cosa state dicendo … tesorooo mi spieghi?!” il poveraccio era in evidente affanno, ma il fatto che l’avesse chiamata “tesoro” mi aveva talmente infastidito che non ebbi pietà: &#8211; “tu sei il prescelto! Per stanotte abbiamo già organizzato tutto. Ci sarà il volo al sabba e tu volerai con lei. Vi scambierete il sangue per ungere i vostri corpi morenti e divenire una sola anima in volo verso le eterne tenebre della gloria.” Erano evidenti parole a caso inventate al momento, ma l’uomo sbiancò e iniziò a indietreggiare, forse sarà stato il tono della mia voce o il tenebroso argomento evocato. &#8211; “Ma … ma … perché io scusa … perchè proprio io … forse c’è stato un malinteso io lei la conosco appena … siamo usciti insieme solo poche volte …” &#8211; “So tutto di voi” incalzai io con aria solenne “e la tua anima gemella di purificazione ti ha riconosciuto tra mille!” poi per togliermi un dubbio precisai: “la conferma è tutta nella lettera che le hai scritto: è evidente che un dio vi abbia scelto, ma non quello che nel comune senso religioso si intende, quanto quello vero e fecondo di eternità e che stanotte conoscerai!” a quel punto era cotto e terrorizzato e gli si sciolse la lingua: &#8211; “ma non … no … non l’ho neanche scritta io quella lettera, l’ho copiata dalle pagine di un libro … no … no … non sono io …” e scappò via gridando qualcosa, forse “aiuto”. &#8211; “Ti avevo detto che non era in grado di scrivere certe cose!” disse lei sorniona guardandolo correre a gambe levate zigzagando tra le persone. &#8211; “Già, avevi ragione, ma volevo esserne sicuro anche io!” &#8211; “Che te ne fai ora? … vai dalla musicista?” &#8211; “Penso di sì!”&#8211; “La ami?”&#8211; “Perché mi fai queste domande?” &#8211; “Perché sono donna!”L&#8217;abbracciai con affetto e baciai sulla tempia. Senza rispondere andai via. Sentii lei dirmi: “Grazie” AMBenevento, 20 ottobre 2020]]></description>
		
		
		
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