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	<title>sparse carte &#8211; Alfredo Martinelli &amp; dintorni</title>
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	<description>sperimentazioni tra scrittura e altre forme d&#039;espressione</description>
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	<title>sparse carte &#8211; Alfredo Martinelli &amp; dintorni</title>
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		<title>&#8220;La leggenda del Pescegatto&#8221; al confronto con i preadolescenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Sep 2021 15:59:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nulla è per me più emozionante del leggere o ascoltare bambini e giovani ragazzi dare la propria interpretazione di un mio racconto. Scritto di getto diversi anni fa, è stato il &#8220;portale&#8221; di accesso al mondo della scrittura. Grazie a lui ho mosso i primi passi nei teatri, nei libri e come autore ospitato in librerie, eventi, radio e scuole elementari. Ora nelle scuole è tornato grazie alla sensibilità di Carmen Merola, insegnante di italiano presso la Scuola secondaria di primo grado I.C. “PRINCIPE DI PIEMONTE” di SANTA MARIA C. V. (CE). Ha fatto leggere il racconto in una seconda classe e l&#8217;ha fatto commentare ai suoi studenti, che si sono anche cimentati in alcune interpretazioni grafiche delle scene descritte. Non aggiungo altro, vi lascio alla lettura di tutte le loro considerazioni. 1) Titolo: “Il pescegatto”Intenzione comunicativa dell’autore: l’autore ci vuole dire che non bisogna mollare i propri sogni.Il mio sogno: diventare un artista (Francesco) 2) Titolo: “Il pescegatto”Il mio sogno: diventare un professionista di box (Luca) 3) Intenzione comunicativa dell’autore: l’autore vuole comunicarci che i sogni non sono impossibili da realizzare.Il mio sogno: diventare un calciatore. Domande per l’autore: Fare lo scrittore è difficile? Quanto ti piace farlo? Ma il tuo è un hobby o un lavoro? (Giovanni) 4) Titolo: “La coscienza dell’uomo”Intenzione comunicativa dell’autore: l’autore, secondo me, voleva comunicare che i propri sogni erano tutti realizzabili solo con l’impegno e la passione.Il mio sogno: diventare un neurochirurgo (Marta) 5) Titolo: “Il pescegatto”Intenzione comunicativa dell’autore: ci vuole comunicare che i sogni non si devono abbandonare.Il mio sogno: diventare una modella e una cantante famosa (Mariarosaria) 6) Titolo: “Il sogno”Intenzione comunicativa dell’autore: l’autore vuole comunicare che non dobbiamo farci scoraggiare e di seguire sempre i nostri sogni.Il mio sogno: diventare un ottimo medico o un calciatore molto pagato. Domande per l’autore: Alla fine, l’uomo è riuscito a diventare uno scrittore? (Antonio Pio B.) 7) Titolo: “Il pesce parlante”Intenzione comunicativa dell’autore: penso che l’autore voglia trasmettere che tutti abbiamo dei sogni, ma in pochi li realizzano.Il mio sogno: diventare calciatore o chef (Angelo) 8) Titolo: “La coscienza”Finale alternativo: L’uomo e il pescegatto diventarono amici. Ogni giorno si incontravano e parlavano. Il pesce dava buoni consigli e, insieme, decisero di ascoltare e aiutare tutte le persone che passavano da quelle parti. Un giorno misero una fontana al centro della città e il pescegatto diventò famoso.Intenzione comunicativa dell’autore: l’autore vuole farci capire che bisogna cercare sempre di fare quello che, nella vita, desideriamo con tutta la nostra forza.Il mio sogno: diventare il cuoco di un grande ristorante (Antonio Pio P.) 9) Finale alternativo: l’uomo, grazie al pescegatto, riuscì a scrivere un libro dedicato al loro incontro che lo rese famoso e ricco. Da quel momento la moglie e i figli, fieri di lui, lo appoggiarono in tutte le sue scelte, diventando amici del pesce, ormai membro della famiglia.Intenzione comunicativa dell’autore: l’autore vuol dire che non dobbiamo abbatterci e seguire sempre i nostri sogni.Il mio sogno: diventare un astronauta. Domande per l’autore: Sei orgoglioso di questo racconto? (Mario Pio) 10) Titolo: “L’uomo e il pescegatto parlante”Intenzione comunicativa dell’autore: l’autore comunica che i sogni passati non si devono dimenticare.Il mio sogno: diventare il calciatore più forte del Napoli (Salvatore) 11) Finale alternativo: Seguii i consigli del pescegatto e mi rivolsi a una casa editrice che ebbe fiducia in me. Scrissi un libro che venne pubblicato, rendendo fiera la mia famiglia e felice il pescegatto. Adesso sono famoso, ma non ho dimenticato il mio amico con le pinne.Intenzione comunicativa dell’autore: l’autore vuole comunicare che tutti i sogni si possono realizzare, basta volerlo!Il mio sogno: diventare un’influencer e occuparmi di estetica. Domande per l’autore: Il pescegatto esiste davvero? (Asia) 12) Finale alternativo: L’uomo, salutando il pescegatto, vide svanire tutto e, di botto, si svegliò. Capì che era tutto un sogno, ma volle realizzare il suo desiderio, diventando uno degli scrittori più bravi del Mondo.Intenzione comunicativa dell’autore: l’autore, secondo me, vuole comunicare che dobbiamo lavorare sodo per i nostri sogni.Il mio sogno: diventare un calciatore della Juventus (Matteo) 13) Titolo: “Il sogno dimenticato”Finale alternativo: L’uomo, seguendo i consigli del pesce gatto, si rivolse a una casa editrice che, superate le prime perplessità, gli diede fiducia. Scrisse così il suo primo libro: “Il pescegatto” che ebbe un gran successo come pure i successivi romanzi, letti da grandi e piccini.Intenzione comunicativa dell’autore: secondo me, l’autore vuole dirci che dobbiamo seguire i nostri sogni con l’impegno e lo studio.Il mio sogno: diventare un calciatore (Vincenzo) 14) Titolo: “L’uomo e il pescegatto”Intenzione comunicativa dell’autore: l’autore, con questo racconto, ci vuole insegnare a seguire i nostri sogni.Il mio sogno: diventare uno chef (Alexander Pio) 15) Titolo: “L’uomo e il pescegatto”Intenzione comunicativa dell’autore: l’autore vuole comunicare che non esiste un vero e proprio addio e che ci si può sempre rincontrare.Il mio sogno: diventare il capo di un’agenzia pubblicitaria (Chiara) 16) Titolo: “Un sogno dimenticato”Finale alternativo: “Ciao, pescegatto.” “Ciao, uomo.” “Sai è tanto tempo che non ci vediamo e ho delle buone notizie per te. Ho scritto il mio primo libro! Parla della nostra storia…”Intenzione comunicativa dell’autore: l’autore vuole comunicare ai lettori di realizzare i propri sogni, anche se qualcuno li scoraggia.Il mio sogno: diventare una make up artist o una parrucchiera. Domande per l’autore: Da cosa ha preso spunto per questo racconto? A parte il pescegatto, è una cosa veramente accaduta? (Vittoria) 17) Finale alternativo: L’uomo, dopo aver ascoltato le parole del pescegatto, scrisse la sua avventura e pubblicò il libro che divenne un successo internazionale. Così coronò il suo sogno!Considerazioni personali: questo racconto è un esempio da seguire per tutti noi.Il mio sogno: diventare un’investigatrice (Francesca) 18) Finale alternativo: L’uomo, rientrato a casa, raccontò tutto alla moglie che accettò la sua idea di diventare scrittore aiutandolo persino nel suo sogno. Il primo romanzo, che era la storia della sua vita, in particolare l’incontro col pescegatto, vinse svariati premi e divenne uno dei libri più venduti e popolari. Con i soldi guadagnati, il protagonista riuscì a realizzare i desideri della famiglia.Considerazioni personali: questo racconto può spiegare un po’ la storia di tutti gli adulti e, quindi, mi può aiutare a comprendere meglio i miei genitori e gli adulti in generale.Il mio sogno: diventare un giudice.Domande per l’autore: Il racconto è ispirato a qualcuno o è autobiografico? (Giuseppe) 19) Titolo: “La coscienza, l’uomo e i suoi sogni”Finale alternativo: Salutato il pescegatto, l’uomo cominciò a seguire il proprio sogno scrivendo una breve storia della sua vita che ottenne numerose visualizzazioni. Quindi venne pubblicata e la si poteva trovare in tutte le biblioteche. Con i soldi guadagnati comprò una casa per sé, divorziò dalla moglie che non lo sosteneva e andò a vivere da solo. Scrisse molti altri libri sempre di successo, riuscendo a ottenere l’appoggio dei genitori. A 90 anni, ormai scrittore affermato, morì per un infarto mentre era nel suo ufficio. Se ne accorse un vicino che, non vedendolo uscire, chiamò la polizia. Dopo il funerale, anche nelle scuole si leggevano i suoi libri e si parlava di lui e della sua vita… Peccato non aver potuto apprezzare tutta questa fama post mortem!Intenzione comunicativa dell’autore: l’autore, con questa storia, ci vuole comunicare che dobbiamo inseguire i nostri sogni anche se scoraggiati da parenti o amici (Bruna) 20) Finale alternativo: L’uomo, ripercorrendo la strada di ritorno, pensò al consiglio del pescegatto e decise che avrebbe detto alla moglie di aver perso il lavoro e di voler diventare uno scrittore. Quindi, chiuso nel suo studio, iniziò a scrivere ciò che gli era capitato, raccontandolo anche ai figli per farli addormentare. Il sonno stentava ad arrivare anche a lui; pensava a come creare un blog nel quale pubblicare tutti i suoi racconti. Si alzò all’alba e fece colazione. I giorni passavano, ma lui, bloccato dalle sue insicurezze e dal timore di non essere compreso dalla famiglia, non si decideva a pubblicare nulla. Una sera, finalmente, accese il computer e iniziò a scrivere. Passavano i giorni e nessuno commentava il suo racconto e le insicurezze e la delusione crescevano… Pensò di rinunciare nuovamente al suo sogno finché, un bel giorno, trovò delle notifiche che corrispondevano a commenti tutti positivi. Allora, fiero di sé, ricominciò a scrivere e a pubblicare cose nuove, ma anche vecchie mai portate a termine. Venne contattato da una casa editrice che gli propose un contratto. Entusiasta accettò. L’anno successivo usciva il primo libro incentrato sulla sua vita e passione e successivamente altri tre di fiabe per bambini.Intenzione comunicativa dell’autore: l’autore ci dice di inseguire i nostri sogni a qualunque costo, perché scegliere la strada più facile può solo renderci infelici.Il mio sogno: lavorare nel mondo dell’arte (Clara) 21) Titolo: “Il fiume dei ricordi”Finale alternativo: Dopo aver salutato il pesciolino, ripercorsi la strada per tornare in macchina, presi una rosa per mia moglie e dei sassolini per i miei figli. Urlai per allentare la tensione mentre guidavo. A casa, salutai con un bacio la mia famiglia e andai dritto nello studio senza dire nulla. Presi carta e penna e scrissi tutto quello che mi passava per la mente. Sembravo un folle! La mia avventura col pescegatto diventò un libro d’avventura adatto a ogni fascia d’età. Quindi, dopo qualche esitazione, volli tentare un concorso per scrittori la cui scadenza era imminente. In due giorni, corressi alcuni particolari e aggiunsi delle illustrazioni fatte da me. Il grande giorno arrivò e io tremavo per l’emozione. Quando la giuria mi assegnò il secondo posto, equivalente a un assegno di diecimila euro, ci rimasi male perché il primo premio corrispondeva a un contratto a tempo indeterminato con una casa editrice. Ma i complimenti ricevuti mi risollevarono il morale e, soprattutto, con i soldi guadagnati, aiutai la mia famiglia e aprii una scuola per aspiranti scrittori. Adoro insegnare e penso che, anche se non sono diventato uno scrittore, il pescegatto sia fiero di me. A proposito, qualche giorno fa mia figlia è tornata a casa correndo e dicendomi di aver incontrato un pesce parlante!Intenzione comunicativa dell’autore: penso che l’autore voglia trasmettere al lettore che c’è una parte della coscienza che dobbiamo ascoltare per fare le scelte importanti della nostra vita e realizzare i nostri sogni.Il mio sogno: diventare un’assistente di volo. Domande per l’autore: Come le è venuta in mente l’idea di scrivere questo racconto? Lei si potrebbe immedesimare nel protagonista? Se sì, perché? (Barbara) AMBenevento, 21 settembre 2021 P.S.: gli interessati alla lettura possono acquistare &#8220;Sparse carte&#8221; su Amazon.]]></description>
		
		
		
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		<title>Quando vi sveglierete</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Aug 2021 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri, Racconti & Storie]]></category>
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		<category><![CDATA[pontelandolfo casalduni]]></category>
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					<description><![CDATA[Cari figli miei, cara moglie mia, non tremate per me, non piangete.Le battaglie non hanno piegato la mia anima, i miei pensieri sono lucidi, forti e sinceri, il cuore è sempre più bramoso di giustizia e libertà. Con passione fui maestro di scuola e padre, ora ho cambiato la penna per la baionetta, l’inchiostro per la polvere da sparo, il letto morbido per un giaciglio, un pasto caldo per selvaggina, ma la mia anima non s’è dannata, la mia volontà è ancora intensa. Non è il sangue del nemico che m’inebria i sensi, non è il grido di guerra a darmi forza, non è l’esercito Borbone a darmi ordini, ma guardare a domani e sapervi liberi fra uomini liberi.Insegnare m’ha fatto comprendere il peso delle parole, il loro significato oltre il limite del senso comune. Ci chiamano Briganti per imprimere sulla nostra pelle il marchio di ladri e farabutti e come tali siamo giudicati anche da chi non ci conosce. Hanno ricoperto i nostri ideali con quelli dei criminali, hanno paragonato la nostra resistenza alla ferocia degli assassini, mischiando l’onore di un popolo con la feccia di chi è stato sempre bandito e ora si nasconde fra noi approfittando della confusione. Ma voi non fatevi ingannare dalle loro parole, non lasciatevi sedurre dalla propaganda. Reagite ai prossimi eventi, siate uomini e non soldati.A Casalduni tre giorni or sono gli animi sono impazziti. L’esasperazione dei soprusi subiti ha trasformato la prigionia dei soldati in carneficina. Ciò che abbiamo fatto agli invasori è stato orrendo. Nessuno di noi è fiero d’aver dovuto uccidere, ma è un conflitto che non abbiamo voluto, atroce oltre il limite della ragione come ogni altra guerra.Al termine si avranno vincitori e vinti le cui gesta e verità saranno riportate nei libri di storia al di là del bene e del male, del torto e della ragione, ma più semplicemente con le parole di chi ha sconfitto il nemico. Questa sera, prima del pasto, il comandante ha voluto ricordare i morti in battaglia e tutti insieme abbiamo pregato per loro. Terminata la cena ho portato il mio conforto ai più giovani. Li ho fatti parlare senza remore, senza pudore e senza la paura del giudizio. Non voglio che restino prigionieri dei demoni dell’orrore. Ho voluto conoscerli uno ad uno per farli sentire meno soli e sentirmi meno solo anch’io. Alcuni di loro sono fra noi senza capirne il senso, altri per vendetta, qualcuno perché è rimasto senza nessuno e noi siamo ciò che gli resta.Da qualche minuto la notte è scesa sulla vegetazione intorno a noi e con essa l’umidità amica delle colline. Per nostra fortuna la Luna è calante e per nasconderci meglio non c’è il fuoco a riscaldarci, ma le coperte ricevute in dono dai contadini dei dintorni. Circondati da una miriade di lucciole che illuminano il sottobosco, abbiamo stabilito i turni per la guardia notturna poi ognuno ha trovato un posto dove riposare e le parole di sollievo e coraggio hanno lasciato il posto ai versi degli animali notturni, ai respiri nervosi di chi non riesce ad abbandonarsi al sonno e i mormorii di chi si affida alle preghiere per superare il rimorso di ciò che siamo stati costretti a fare. Figli miei, domattina, quando vi sveglierete, andate a chiamare i vostri amici e portateli sulla strada dove inizia il paese. Guardate i boschi sui colli verso Fragneto. Lì sarò io e con me i fratelli, i cugini e i padri degli altri ragazzi come voi. Fatevi il segno della croce e pregate per noi, poi tornate dalle vostre madri, proteggetele e accuditele come fecero con voi quando eravate in fasce. Non fate sentire loro la nostra assenza e dite loro che presto torneremo vittoriosi, perché noi combattiamo per le nostre famiglie e la nostra terra, gli invasori combattono per ordine dei Savoia. Vi voglio bene ancor più di prima.Vostro padre e marito brigante Pontelandolfo, 13 agosto 1861 All&#8217;alba del 14 agosto 1961 i Bersaglieri, dell&#8217;allora Regno di Sardegna (lo Stato dei Savoia), irruppero nelle abitazioni dei civili. La motivazione storicamente riportata fa riferimento a una rappresaglia nei confronti dei briganti che avevano ucciso in un&#8217;imboscata 45 Bersaglieri. Il grande dramma è che i briganti colpirono un esercito in guerra durante una guerra, i Bersaglieri uccisero inermi civili nelle loro abitazioni. Sono discordanti i numeri delle vittime civili di quel che è passato alla storia come l&#8217;eccidio di Pontelandolfo e Casalduni. Secondo alcune fonti furono poche decine, perché nei registri delle Chiese non ne risultano di più. Altre fonti, che fanno riferimento a testimonianze dell&#8217;epoca, riportano più di mille morti. Secondo alcuni le discordanze sono dovute all&#8217;opera di negazionismo condotta dalla Chiesa, che era un alleato piemontese ed era contro il brigantaggio, visto esclusivamente come un insieme di delinquenti e non come un movimento partigiano ante litteram (almeno per me lo sono stati, senza voler nascondere cmq la presenza al loro interno anche di veri e propri delinquenti). Per tale ragione i parroci avrebbe limitato la trascrittura dei morti nei registri dei decessi, all&#8217;epoca gestiti dal clero. Un&#8217;altra teoria riporta che tali registri furono successivamente distrutti sempre dai Bersaglieri per occultare le prove oppure andarono distrutti nel rogo in cui arse il paese, appiccato dai Bersaglieri stessi come ulteriore forma di rappresaglia versoi i briganti. Ultimamente è spuntata una lettera autografa di una testimone dell&#8217;epoca, nella quale si conferma il numero molto limitato dei morti: addirittura meno di venti. Probabilmente non si saprà mai il numero reale delle vittime. Di sicuro lo Stato Italiano ha conferito onori a Pontelandolfo nel 2011, con l&#8217;allora presidente del Consiglio Giuliano Amato. Qualunque sia tale numero, ciò che lascia l&#8217;amaro in bocca fu la reazione militare di uno Stato contro la popolazione civile. Questo racconto è parte del libro &#8220;Sparse carte&#8221; e l&#8217;ho scritto il 7 novembre del 2014 AMBenevento 14 agosto 2021 (160 anni esatti dopo l&#8217;evento ispiratore del racconto)]]></description>
		
		
		
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		<title>&#8220;Sparse carte&#8221; ospite presso l&#8217;evento &#8220;Contagiati dalla lettura&#8221;</title>
		<link>https://www.alfredomartinelli.info/eventi/sparse-carte-ospite-presso-levento-contagiati-dalla-lettura.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2020 09:56:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[alfredo martinelli]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì 3 luglio 2020 ho avuto la piacevole esperienza d&#8217;essere stato ospite presso l&#8217;evento &#8220;Contagiati dalla scrittura&#8220;, organizzato dal comune di Fragneto Monforte e la Biblioteca Comunale. Il mio &#8220;Sparse carte&#8221; è stato però solo il pretesto per spaziare nel mio mondo creativo in cui la scrittura si intinge di musica, teatro e arti figurative. La serata, suddivisa in quattro parti, ha avuto per me momenti suggestivi nel ricordare la nascita a la trasposizione in testo di alcuni racconti e il senso che ho voluto trasmettere in ognuno di essi, mascherandolo in storia. Maria Sarracco è stata la moderatrice della serata un Prof, che se avessi avuto io da ragazzo oggi sarei stato una persona migliore. Con lei, nel dopo evento, ho parlato di Platone, del suo Simposio e dell&#8217;amore inteso come mancanza. Un nuovo sentiero è comparso dietro una siepe che lo aveva oscurato e ho ripreso a trascrivere le gesta dei protagonisti di un mio progetto, fermi oramai da troppo tempo.Le foto della seguente gallerie le ha scattate Elianna Zotti. Gilda Pennucci, Andrea e Gabriele hanno curato la parte musicale, con l&#8217;esecuzioni di alcuni brani estratti dalla playlist da me creata e usata come colonna sonora durante la scrittura del libro. Tanya Terlizzo è stata l&#8217;indispensabile elemento di unione tra me e il numeroso pubblico, che ha manifestato tutto la sua empatia, scrivendo, a fine serata, un gran numero di pensieri su biglietti distribuiti all&#8217;inizio dell&#8217;evento. Fra i tanti momenti salienti della serata, mi fa piacere ricordarne uno in particolare: nel mio libro è presente &#8220;Quando vi sveglierete&#8220;, che parla dell&#8217;eccidio di Pontelandolfo, avvenuto il 14 agosto 1861 a opera dei Bersaglieri, che si scagliarono con particolare violenza sulla popolazione inerme. Nel racconto citai proprio Fragneto, perché era stato luogo di rifugio di coloro che vennero definiti Briganti anche se molti di loro furono gli antesignani dei partigiani, in quanto lottarono per difendere la libertà della propria terra e delle loro famiglie. Non vi nascondo, che quando in fase organizzativa mi è stato chiesto di leggerlo dal vivo, ho provato una sincera commozione. Nel finale di serata, protagonista assoluto è stato il Pescegatto e la sua storia, che quando scrissi, mai avrei immaginato potesse essere la trasposizione di ciò che per me stava per iniziare e che durante l&#8217;evento ho avuto il piacere di leggere a due voci con il Sindaco di Fragneto. Come ho detto durante la serata, chissà in quale mia prossima storia compariranno i volti dei protagonisti della serata e tutti i dettagli di un&#8217;organizzazione impeccabile sia nell&#8217;estetica che nei contenuti. Ancora grazie a tutti. AMDiamante, 13 luglio 2020]]></description>
		
		
		
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		<title>Antonio Di Lorenzo, Francesco Ricciardi e Giorgia Fosso leggono &#8220;il racconto di C0.M1-NO&#8221;</title>
		<link>https://www.alfredomartinelli.info/videoracconti/antonio-di-lorenzo-francesco-ricciardi-e-giorgia-fosso-leggono-il-racconto-di-c0-m1-no.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2020 08:05:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come spesso capita nei racconti futuristici, alcuni elementi coincidono con la realtà che si verificherà. Così è accaduto al mio racconto di oggi.&#8220;Nessuno può allontanarsi o scappare. Tutti i nativi sono stati dichiarati contaminanti di malattie fisiche e psichiche. Tramite un sistema di inoculazione nasale, alla nascita innestano un nanocircuito di sorveglianza nel cervello dei bambini sani. […] Quando la densità di persone per metro quadro al chiuso, supera il livello di guardia, in tutti s’attiva il ticchettio, fin quando non s’allontanano gli uni dagli altri. Hanno poco tempo prima che il suono aumenti e produca danni.&#8220;Per renderlo al meglio, grazie ad Antonio Di Lorenzo, ho avuto l&#8217;onore di ben tre lettori. Ad accompagnarlo difatti ci sono Giorgia Fosso e Francesco Ricciardi, che ringrazio di cuore per la pazienza che hanno dedicato a una lettura non facile da far incastrare La versione originale del racconto è presente in “Sparse carte” il mio libro d’esordio, pubblicato nel 2016 da Eretica edizioni e dal 29 marzo 2020 liberamente scaricabile da questa pagina del blog. AMBenevento. 2 maggio 2020]]></description>
		
		
		
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		<title>Fabio Fallarino legge &#8220;lo scuolabus&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2020 09:10:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;origliare, annusare, percepire e capire senza essere visto. Una dote quasi innata, che aveva perfezionato in anni di appostamenti alle coppiette dei paesi e contrade limitrofe. Molto meglio di un film pornografico, la visione in prima fila dello spettacolo dal vivo gli dava la sensazione di percepire anche gli odori&#8220;&#8211; questo è uno di quei racconti il cui finale non ti aspetti e potrebbe dare fastidio ai più suscettibili, ma non poteva essere altrimenti considerando la particolarità del protagonista del videoracconto di oggi, magistralmente letto da Fabio Fallarino a cui va il mio enorme grazie per essersi proposto e aver dedicato il suo tempo e la sua professionalità a un mio racconto La versione originale del racconto letto da è presente in &#8220;Sparse carte&#8221; il mio libro d&#8217;esordio, pubblicato nel 2016 da Eretica edizioni e dal 29 marzo 2020 liberamente scaricabile da questa pagina del blog. AMBenevento, 28 aprile 2020]]></description>
		
		
		
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		<title>estratto da &#8220;Racconto a due mani&#8221;</title>
		<link>https://www.alfredomartinelli.info/videoracconti/estratto-da-racconto-a-due-mani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 07:41:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi è giunta qualche richiesta per mie letture di racconti &#8220;romantici&#8221;. Quelli brevi li ho già tutti distribuiti a chi si è proposto di leggerli, così ho scelto un estratto da &#8220;Racconto a due mani&#8221;, il primo fra quelli presenti nel mio libro. La genesi di questo racconto è parecchio travagliata. Dopo averlo quasi terminato, ebbi forti dubbi sulla sua qualità e lo lasciai in sospeso per circa 3 anni. Fin quando, dopo un lungo confronto con Cosimo Gentile, pensai che forse non era male e lo terminai in pochi giorni. Oggi è uno dei miei racconti che più piace ai lettori La versione integrale del racconto è presente in “Sparse carte” il mio libro d’esordio, pubblicato nel 2016 da Eretica edizioni e dal 29 marzo 2020 liberamente scaricabile da questa pagina del blog. AMBenevento, 22 aprile 2020]]></description>
		
		
		
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		<title>ascolta</title>
		<link>https://www.alfredomartinelli.info/videoracconti/ascolta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 07:57:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[una serenata senza musica, così immaginai &#8220;Ascolta&#8221; in quell&#8217;oramai lontano dicembre del 2014. Chi vuole leggere la versione cartacea, può scaricare gratuitamente &#8220;Sparse carte&#8221; a questo indirizzo:https://www.alfredomartinelli.info/scarica-sparse-carteIl tappeto musicale che accompagna la lettura è &#8220;Etere&#8221;, brano di musica elettronica composto da Marco Sica AMBenevento, 2 aprile 2020]]></description>
		
		
		
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		<title>il Guerriero errante &#124; lettura del racconto originale</title>
		<link>https://www.alfredomartinelli.info/videoracconti/il-guerriero-errante-lettura-del-racconto-originale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2020 11:19:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;il Guerriero errante&#8221; è il racconto di oggi. L&#8217;ho scelto perché lui, un po&#8217; come noi oggi, è stato costretto a vivere sopra le mura della città, non potendo né scendere e né essere visto. Ma dalla sua posizione riconosceva l&#8217;anima della sua amata rivestire nei secoli corpi sempre differenti, fin quando la maledizione non fosse stata rimossa, il giorno che lei avrebbe riacquistato memoria di lui e del loro antico amore. E il Guerriero ci riesce, dopo tanti secoli di erranza invisibile sulle mura, trova il modo di far tornare il ricordo alla Dama. Quello che ho letto stamane è il cuore di tutta la storia, il racconto da cui poi ho trasposto l&#8217;intera opera musicale, insieme ai colleghi de La Bottega del Tempo a Vapore​, che potete rileggere e ascoltare qui: Il racconto è presente nel mio &#8220;Sparse carte&#8221; edito nel 2016 da &#8220;Eretica edizioni&#8221; AMBenevento, 16 marzo 2020]]></description>
		
		
		
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		<title>una forma di solitudine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2020 14:34:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Certo che mi piaceva e anche parecchio, ma soprattutto mi faceva stare bene. Penso che lo stesso fosse anche per lei, glielo leggevo negli occhi, anche se non ho mai avuto il coraggio di chiedere. Purtroppo a quel tempo ero fidanzato e, come in un accordo mai definito, delegammo al Caso gli incontri tra i banchi e i corridoi dell&#8217;Università. Fu in quel periodo che capii l&#8217;esistenza di un altro tipo di solitudine: quella in cui ti imponi di non parlare a nessuno delle emozioni e dei desideri che invadono i pensieri, perché hai paura. In quei mesi, forse fui profondamente vigliacco, timoroso del cambiamento che la Vita mi stava offrendo. Di certo non potevo raccontarlo alla mia fidanzata e ogni altra persona con cui avrei parlato, avrebbe potuto non capire fino in fondo e avrebbe voluto dire la sua. Di sicuro avrebbe saputo di me qualcosa di estremamente intimo. Avrei potuto dirlo semplicemente a lei, ma non ne ebbi mai il coraggio e rimasi solo. AMBenevento, 17 gennaio 2020]]></description>
		
		
		
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		<title>le scale larghe del mercato</title>
		<link>https://www.alfredomartinelli.info/libri-racconti-storie/le-scale-larghe-del-mercato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jan 2020 17:11:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le luci del mercato generale, il forte odore dei pesci, in particolare quello del baccalà restava nel naso per ore intere. Le anguille ancora vive s&#8217;intrecciavano nelle strette cassette di polistirolo bianco creando inestricabili grovigli, alimentando il mio senso di claustrofobia. Ricordo le galline legate fra loro per le zampe e portate in giro a testa in giù dai contadini giunti dalla campagna per racimolare un po&#8217; di soldi dalla vendita, ma anche i coniglietti chiusi dentro piccoli scatoli di cartone e il vociare incessante che saturava l&#8217;ambiente e la testa. Quell&#8217;anno, come tutti i precedenti, trascorsi i giorni delle festività natalizie a casa dei nonni, ma quella volta ero solo perché anche mamma aveva cominciato a lavorare. Quasi tutte le mattine accompagnavo nonno a fare la spesa. Mi spiegava che per lui il mercato era il miglior posto per imparare la vita e quindi ci teneva a portarmi, con l’accortezza d’interagire con molte persone. Da alcune comprava, con altre si fermava alla trattativa e con altre ancora scambiava solo qualche battuta. Non comprava mai molte cose, ma giravamo molto e mi spiegava tutto, ben sapendo le mie difficoltà col dialetto, non voleva che mi perdessi nulla. Oramai erano in molti a riconoscermi, qualcuno m&#8217;offriva un mandarino o qualche spicchio d&#8217;arancia, altri mandavano i saluti ai miei e alla nonna. Io all&#8217;epoca ero molto introverso e rispondevo con la testa o con un filo di voce, quando mi sforzavo d&#8217;essere più loquace intuivo dalle loro facce la difficoltà nel capirmi. Era evidente che anche loro non capissero il mio accento. Una volta però incontrammo una signora. Ricordo ancora quanto fosse bella. Elegante non appariscente. Mi colpì in particolare la differenza fisica fra i due. Si capiva che lei aveva l&#8217;età del nonno, ma era comunque un incanto. Le rughe le donavano la grazia di una brava madre, ma al tempo stesso la solennità della saggezza. Il tempo non l&#8217;aveva piegata, si muoveva ancora dritta e fiera ed i lunghi capelli color cenere, emanavano un intenso profumo di giovinezza. Il povero nonno invece, pur con tutta la sua grinta, si muoveva con affanno e lentezza. Insieme sembravano speciali. Notai il nonno parlarle con una confidenza non usuale per lui, soprattutto verso una donna che non fosse la moglie. Addirittura, prima di accomiatarsi, lei gli accarezzò il mento mostrandogli un bellissimo sorriso. Nonno venne verso me un po&#8217; triste e non gli chiesi nulla fin quando, giunti al portone di casa, prima d’aprire, mi disse: &#8220;Non preoccuparti, domani ci riprovo.&#8221; Non capii il senso della frase, ma neanche chiesi. Così il giorno seguente, partimmo con leggero anticipo e girammo molto meno. Lui era meno loquace, quasi concentrato, però l&#8217;affanno era maggiore del solito. Giunti sulle scale larghe che conducono sulla piazza del mercato ci fermammo ad attendere. Non disse nulla, s’abbassò solo per guardarmi dalla stessa altezza e mi fece l&#8217;occhiolino. Di lì a poco venne la signora del giorno prima. Aveva un abito diverso e i capelli, raccolti a coda di cavallo, mostravano il candido collo, che sfidava senza timori il freddo dell&#8217;inverno. Questa volta ero molto più vicino e potei sentire parte dei discorsi. Capii che nonno aveva chiesto qualcosa per me, ma lei, dopo avermi guardato e sorriso con grazia, gli disse che ero troppo piccolo per lei e assolutamente non poteva, perché m&#8217;avrebbe potuto arrecare un forte trauma. Si, la parola trauma la capii molto bene e mi turbò alquanto. Il no della donna non fece arrabbiare nonno, che si girò dalla mia parte con espressione rassicurante per poi riprendere a parlare con lei. Durante la conversazione quella signora gli teneva entrambe le mani e cercava di convincerlo di qualcosa. Parlava con voce morbida e non reagiva quando lui alzava il tono. Al rientro ebbi la forza di chiedergli chi fosse. Lui mi rispose semplicemente che si trattava d&#8217;una vecchia amica. Quando gli chiesi se l&#8217;avremmo rivista, mi fece un cenno d&#8217;assenso con il capo. Sembrava impegnato nel pensare a qualcosa che lo turbava e chiusi lì il discorso senza chiedere altro. Era la prima volta che lo vedevo in difficoltà e per la prima volta s’era fermato a parlare con qualcuno senza presentarmi. L&#8217;osservazione mi rattristò, ma decisi di non darlo a vedere e trascorsi il resto della giornata fingendo che non fosse successo nulla. L&#8217;indomani venne in cameretta di buon&#8217;ora. Era più deciso del solito e a tratti sembrava impaziente per qualcosa. Mi fece lavare e fare colazione rapidamente, infine uscimmo che nonna quasi non ci vide. Le strade erano ancora ampiamente invase dalla nebbia. I fumi di scarico delle auto sembravano ancora più densi e a malapena si vedevano le luci nei bar lungo il Corso. Le vetrine dei negozi erano invece ancora tutte chiuse. Ai lati delle strette vie, che usavamo come scorciatoie per arrivare al mercato, i contadini stavano mangiando seduti sulle cassette di legno o sugli usci delle case fronte strada. Per loro la giornata era evidentemente cominciata molte ore prima della mia e a quell&#8217;ora la fame già bussava alle pareti dello stomaco. Arrivammo sulle scale larghe contemporaneamente. Anche stavolta non riuscii a capire da dove venisse, perché ogni volta mi sembrava apparire dal nulla. Anche quella volta non si rivolse a me e nonno non ci presentò lasciandomi qualche passo dietro loro. Sentii dirgli di non avere molto tempo e quel poco rimanente non voleva sprecarlo. Lei gli rispose, lo carezzò sulla fronte e fece qualche passo indietro affacciandosi all&#8217;angolo fra le scale e la strada del mercato. Di lì a poco arrivò una bimba piccola piccola che a stento camminava e si reggeva in piedi. Venne spedita da me, senza fermarsi con loro e io non seppi che fare. Alzando gli occhi per guardarli, vidi la donna sorridermi e nonno col volto preoccupato chiederle se non si potesse fare di meglio. Anche stavolta le parole della donna mi turbarono, perché rispose che la bimba era la più adatta per me, di meglio non avrebbe potuto fare, ma se l’avessi coltivata e cresciuta a dovere, anche lei sarebbe diventata una bella donna con cui condividere i momenti più belli della vita. Avrei voluto continuare a prestare attenzione al discorso, ma la bimbetta cominciò da subito a distrarmi. Mi tirava la manica del cappottino e mi porgeva le braccia come se avessi dovuto prenderla. Ero imbarazzatissimo e non sapevo cosa fare, quando mi divincolai da lei, l&#8217;amica di nonno non c&#8217;era più e lui mi chiese la cortesia di aspettarlo lì per pochi minuti senza muovermi, prestando attenzione alla piccolina. La guardai sentendomi impotente. Stavo per andar via per togliermi dall&#8217;imbarazzo e dalla paura di non saper cosa fare, ma quando quella piccina mi sorrise mostrandomi i pochi denti, mi si sciolse il sangue nelle vene e le porsi la mano a cui s&#8217;aggrappò immediatamente per non cadere. Provai a farle qualche timida domanda del tipo come ti chiami, dove vivi, ma non sapeva parlare, emise qualche verso e continuò a sorridermi felice. Senza avvicinarsi nonno mi chiamò per andare via. La piccola, come se avesse anch&#8217;essa ricevuto un richiamo, mi lasciò la mano e tornò da dov&#8217;era venuta. Provai a seguirla per paura che si facesse male, ma nonno mi chiamò nuovamente dicendomi di non preoccuparmi per lei, perché sapeva dove andare. Sulla via del rientro mi chiese cosa ne pensassi della piccola. Provai imbarazzo nel formulare la risposta, in fondo m&#8217;era simpatica, ma avevo vergogna a dirglielo. Sentii arrossire le guance e le orecchie si fecero di fuoco. Lui mi sorrise e per quel giorno non mi chiese più nulla. Strano a dirsi, ma il giorno successivo mi svegliai per primo e andai in cucina per la colazione. Quando alzai la tapparella m&#8217;accorsi che fuori era ancora buio e la luce dei lampioni ancorati alle pareti dei palazzi, rifrangendosi sulla nebbia, riempiva il vicolo di palle color arancione. Rimasi incantato e mi tornò in mente che il giorno prima la piccola non indossava un cappottino, ma un vestitino semplice. Corsi a chiamare i nonni e chiesi di poter regalarle una delle mie vecchie giacche a vento. Nonno si sedette sul letto, mi carezzò la testa e disse: &#8220;Preparati!&#8220; Ero stranamente eccitato e per strada avevo il passo più svelto del solito, tanto che nonno più volte dovette chiedermi di rallentare perché non riusciva a starmi dietro. Giunti sulle scale larghe mi guardai intorno ma niente, nessuna traccia della piccola. Andai all&#8217;incrocio da dove il giorno prima era sbucata e s&#8217;era allontanata, ma non c&#8217;era. Ci rimasi male e per farmi coraggio pensai che forse era troppo presto, così risalii, ma non feci in tempo a svoltare l&#8217;angolo che me la trovai davanti. &#8220;Ciao!&#8221; mi disse sorridendo con una vocina squillante. Le risposi come se non aspettassi di fare altro, ma al tempo stesso notai che solo il giorno prima non aveva detto una sola parola. L&#8217;aiutai a indossare la mia vecchia giacca a vento senza dar peso all&#8217;osservazione. Le stava discretamente, mi sorrise e diede un bacino sulla guancia e scappò via. Pensai volesse farlo vedere alla mamma e non dissi nulla. Mi voltai a guardare nonno intento a osservare la scena senza avvicinarsi. M&#8217;invitò a seguirlo per continuare il solito giro. Arrivò il giorno di Natale, ero triste perché l&#8217;indomani sarei ripartito con i miei per ritornare solo durante le vacanze estive. Aprii i regali sforzandomi d’apparire felice, ma non ingannai nonno. In disparte mi disse che oramai ero abbastanza grande e, se avessi voluto, sarei potuto uscire anche da solo per una passeggiata. Ricordo ancora la gioia salirmi dalla pancia e quella di nonno, dipinta sul volto e negli occhi, quando l&#8217;abbracciai forte e d&#8217;istinto senza il solito velo di timidezza che spesso m&#8217;impediva di sentirmi sereno. Con i soldi dei regali mi fermai presso una bancarella per comprare una bambolina. Lei era già lì ad aspettarmi. Rimasi stranito nel vederla, mi sembrò più grande, le porsi il dono che lei, chiudendo gli occhi, si portò fra la guancia e la spalla per poi alzarsi sulle punte e schioccarmi un bacetto sulla guancia. Solitamente lo faceva quando stava per andarsene e in un primo momento ci rimasi male, ma poi mi diede la mano per condurmi qualche gradino più in basso e mostrarmi uno scatolo di scarpe. Conteneva un piccolo micio con gli occhi ancora chiusi che piangeva come un disperato. Chissà da quanto tempo era lì. Intuii il suo intento, lo raccolsi e lei mi sorrise felice. Il giorno successivo partii con i miei per tornare alla mia vita di sempre, non ero triste come avrei immaginato. C&#8217;era qualcosa di nuovo e un piccolo micio da curare. Purtroppo però quel Natale lo ricordo anche perché fu l&#8217;ultimo in cui potei stare con nonno. Dopo qualche mese infatti dovemmo tornare per i funerali. Nel darmi la brutta notizia mi dissero solo che stava molto male e voleva vedermi, ma durante il viaggio mia madre non fece altro che piangere e capii che non sarei più uscito con lui a imparare tutto ciò che ancora avrebbe potuto insegnarmi. Durante il funerale scappai, corsi d&#8217;istinto verso le scale e la trovai lì, come se anche lei sapesse e m&#8217;aspettasse. In pochi mesi era diventata alta quasi quanto me, ci abbracciammo e piansi tutte le lacrime che non avevo ancora versato. Le estati ed i natali successivi, fin quando anche nonna rimase in vita, tornammo nella cittadina dei miei e continuammo a frequentarci. Io nel frattempo ero cambiato. Non avevo più la timidezza e la malinconia di quei tempi. Ero diventato loquace, facevo sport, lei era sempre più bella. Trascorrevamo molto più tempo insieme e parlavamo molto, ma non ci spostavamo mai da quelle scale larghe che erano il nostro luogo d&#8217;incontro abituale. Le persone della zona ci conoscevano e salutavano con affetto. Puntuali, terminato il tempo delle ferie, ci davamo appuntamento al natale o estate successiva. Era piacevole stare con lei, sapeva ascoltarmi e farmi dire cose che neanche immaginavo di sapere o pensare, ma il solo fatto di...]]></description>
		
		
		
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		<title>video intervista presso Radio Città 105</title>
		<link>https://www.alfredomartinelli.info/sparsecarte/video-intervista-presso-radio-citta-105.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2018 07:02:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sparse carte]]></category>
		<category><![CDATA[alfredo martinelli]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
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		<category><![CDATA[video intervista]]></category>
		<category><![CDATA[vincenzo pietropinto]]></category>
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					<description><![CDATA[Il video è un estratto della mia intervista condotta da Vincenzo c/o Radio Città 105. Nel montaggio ho lasciato solo gli aspetti introspettivi, legati all&#8217;interpretazione di me a opera del conduttore, attraverso la lettura dei racconti presenti in #sparsecarte. Solo nel finale ho lasciato un po&#8217; di spazio a &#8220;Racconto a due mani&#8221;, al quale sono particolarmente affezionato. AM Benevento, 8 ottobre 21018]]></description>
		
		
		
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		<title>rappresentazione sperimentale de &#8220;la leggenda del Pescegatto&#8221;</title>
		<link>https://www.alfredomartinelli.info/eventi/rappresentazione-sperimentale-de-la-leggenda-del-pescegatto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jul 2018 09:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[la bottega del tempo a vapore]]></category>
		<category><![CDATA[la leggenda del pescegatto]]></category>
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		<category><![CDATA[storie]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel contesto dell&#8217;evento Percorsi, tenutosi c/o la Rocca dei Rettori di Benevento dal 22 al 30 giugno 2018, ho avuto la possibilità di dare vita all&#8217;adattamento sperimentale de &#8220;la leggenda del Pescegatto&#8221;. Alla rappresentazione hanno partecipato poeti performativi e classici, musicisti e attori. Ognuno ha portato in scena se stesso e le proprie composizioni, amalgamate dal sottoscritto durante il lavoro di adattamento, per dar vita a un unico percorso narrativo in cui le opere degli artisti si sono integrate nel contesto della storia come se fossero state scritte per l&#8217;occasione. Al racconto del Pescegatto sono particolarmente affezionato: è stato il primo da me scritto e, già in passato, mi ha donato soddisfazioni a partire dal suo esordio c/o la Corte della Formica. La serata è andata bene al punto da ricevere numerose richieste di trasposizione teatrale. Ho già iniziato a pensarci, chissà, può anche essere che ci riesca. AM Benevento, 3 luglio 2018]]></description>
		
		
		
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		<title>il guerriero errante &#8211; video racconto</title>
		<link>https://www.alfredomartinelli.info/videoracconti/il-guerriero-errante-video-racconto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2018 14:16:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videoracconti]]></category>
		<category><![CDATA[alfredo martinelli]]></category>
		<category><![CDATA[cortometraggio]]></category>
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		<category><![CDATA[il guerriero errante]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>
		<category><![CDATA[sparse carte]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
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					<description><![CDATA[un estratto del racconto "il Guerriero errante" presente in "Sparse carte di Alfredo Martinelli - Eretica ed. 2016" e trasformato in opera rock progressive da "la Bottega del Tempo a Vapore"]]></description>
		
		
		
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		<title>Nel grano</title>
		<link>https://www.alfredomartinelli.info/videoracconti/nel-grano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 08:09:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videoracconti]]></category>
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		<category><![CDATA[shortmovie]]></category>
		<category><![CDATA[sparse carte]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando ho chiesto a Francesca e Gabriele se avesse fatto loro piacere aiutarmi a realizzare un&#8217;idea, mi hanno detto &#8220;Sì&#8221; senza neanche sapere di cosa si trattasse ed è stato quello il momento più bello. Poi ci siamo divertiti a girare qualche scena nei campi scattandoci a vicenda foto di scena. Se il video dovesse piacervi è solo perché ci sono loro. Il titolo è &#8220;nel grano&#8221; ed è ispirato a &#8220;Racconto a due mani&#8221; presente nel mio &#8220;Sparse carte&#8220;. Guarda il video: AM Benevento, 21 giugno 2017]]></description>
		
		
		
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		<title>Quando vi sveglierete &#8211; cortometraggio</title>
		<link>https://www.alfredomartinelli.info/videoracconti/quando-vi-sveglierete-cortometraggio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 May 2017 07:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videoracconti]]></category>
		<category><![CDATA[alfredo martinelli]]></category>
		<category><![CDATA[casalduni]]></category>
		<category><![CDATA[massacro pontelandolfo casalduni]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
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					<description><![CDATA[il cortometraggio tratto dall&#8217;omonimo racconto presente in &#8220;Sparse carte&#8221; [Eretica edizioni &#8211; 2016] Ispirato al massacro di Pontelandolfo e Casalduni del 14 agosto 1861, in cui i Bersaglieri, all&#8217;epoca esercito Piemontese, trucidarono e bruciarono vivi inermi civili , quale rappresaglia per un&#8217;imboscata operata dai briganti, qualche giorno prima. A tutt&#8217;oggi non è stato definito il numero reale di morti civili. Alcune fonti riportano poche decine, altre qualche centinaio. Qualunque sia stato il reale numero di morti, è stato un episodio spregevole: un esercito ben armato ha colto nel sonno indifesi cittadini uccidendoli per vendicare un evento di guerra. Guarda il video: AM Benevento, 5 maggio 2017]]></description>
		
		
		
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		<title>la sfida</title>
		<link>https://www.alfredomartinelli.info/videoracconti/la-sfida.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2017 14:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videoracconti]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;la vera sfida è solo con te stesso&#8221; idea, riprese e montaggio: alfredo, enrico e giulio martinelli tema musicale: &#8220;la selta&#8221; composto ed eseguito da alfredo martinelli Guarda il video: AM Benevento, 10 aprile 2017]]></description>
		
		
		
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		<title>l&#8217;ora esatta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Mar 2017 07:25:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il video è ispirato al racconto &#8220;il secondo respiro&#8221; presente nel mio &#8220;Sparse carte&#8221; &#8211; Eretica Edizioni &#8211; 2016. Le riprese sono state effettuate nel quartiere Triggio di Benevento dai miei figli Enrico e Giulio. Quest&#8217;ultimo si è anche divertito ad apaprire insieme a me nella scena finale Guarda il video: AM Benevento 27 marzo 2017]]></description>
		
		
		
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		<title>Video intervista presentazione &#8220;Sparse carte&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2016 15:26:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sparse carte]]></category>
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					<description><![CDATA[Video intervista registrata da UserTV il 28 dicembre 2016 in occasione della presentazione di &#8220;Sparse carte&#8221; c/o il &#8220;Centro di aggregazione comunale&#8221; di Rotondi (AV). Guarda il video: AM Benevento, 29 dicembre 2016]]></description>
		
		
		
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		<title>&#8220;Sparse carte&#8221; visto da Carlo Di Legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2016 11:09:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sparse carte]]></category>
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		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[Ma è anche, il tuo, realismo magico (molto diverso da quello della nostra scrittrice, a suo tempo celebre, premio Nobel per la letteratura, Grazia Deledda): perché s’interessa della dimensione del magico, nell’evocazione della strega (janara?) seduta sull’uomo, e non solo; perché si riferisce a poteri o fatti soprannaturali, come nel bel racconto di apertura dove il ragazzo, non potendo realizzare come uomo il proprio amore, si trasforma e agirà in vento  ...]]></description>
		
		
		
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		<title>l&#8217;estate del Natale di qualche anno fa</title>
		<link>https://www.alfredomartinelli.info/videoracconti/lestate-del-natale-di-qualche-anno-fa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2016 21:10:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videoracconti]]></category>
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					<description><![CDATA[Adattamento del racconto &#8220;L&#8217;estate del Natale di qualche anno fa&#8221;, presente nella raccolta &#8220;Sparse carte&#8221; di  Eretica edizioni. Il racconto è l&#8217;unico autobiografico dell&#8217;intero libro. L&#8217;ideazione e le riprese sono state curate da Enrico&#38;Giulio Martinelli, protagonisti insieme a me al giovane Charlie, sia degli eventi narrati e sia del breve filmato. La musica in sottofondo è &#8220;Arabeschi sentieri&#8221; atto IV dell&#8217;Opera &#8220;il Guerriero errante&#8221; de &#8220;la Bottega del Tempo a Vapore&#8221; Guarda il video: AM Benevento, 24 novembre 2016]]></description>
		
		
		
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