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	<title>scacchi &#8211; Alfredo Martinelli &amp; dintorni</title>
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		<title>E se installassero una mega-scacchiera a Benevento?</title>
		<link>https://www.alfredomartinelli.info/sparsi-pensieri/e-se-installassero-una-mega-scacchiera-a-benevento.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 14:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[sparsi pensieri]]></category>
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		<category><![CDATA[scacchi]]></category>
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					<description><![CDATA[E se a piazza Roma, nel (poco) ridente paesone di Benevento, mettessero gli scacchi? Non una scacchiera qualsiasi, ma una grande, con pezzi alti sessanta centimetri.Ci avete mai pensato che figurone?Gli abitanti sarebbero immaginati come intellettuali e fini strateghi, l’Università aumenterebbe gli iscritti, perché sarebbe ritenuta il motore propulsivo di tale genìa. Già immagino la sequenza degli eventi che condurrebbe alla realizzazione dell’opera:un giorno di una settimana qualsiasi, un assessore comunale torna da un viaggio all inclusive, organizzato da un amico per conto di un dopolavoro. Dopo ventisette ore di pullman ha visitato una città estera, in cui le piazze hanno una scacchiera con pezzi grandi quanto bambini. La sera coppie di tutte le età, gruppi, famiglie e anche turisti, giocano e si divertono. La propone in Consiglio e l’idea piace al sindaco, che la fa subito sua. Con mandato ufficiale incarica il suo direttore artistico di fiducia e un paio di ingegneri in qualcosa, che non si sa mai.Dopo qualche mese il bando è pronto, ma i soldi a disposizione sono sufficienti solo per le parcelle e per i lavori sul posto. Mancano quelli per i pezzi.Durante una riunione in streaming arriva l’idea: facciamo un bando per trovare un artista che produca gratuitamente i pezzi. Lo ripagheremo in visibilità. L’applauso d’assenso sovrasta ogni altra voce.I mesi per la preparazione del bando per la ricerca dell’artista farebbero ritardare l’arrivo dei fondi intercettati per la creazione della scacchiera, così inizia la costruzione e nonostante la solita atavica lentezza e giunge il momento in cui la scacchiera è pronta, ma senza pezzi.“Non fa nulla”, pensano al Comune, “inauguriamola lo stesso, tanto abbiamo inaugurato una stazione da cui non partono né transitano treni, che volete che sia una scacchiera!”l’idea è approvata con plebiscito plenario.In pompa magna quel giorno ci sono il sindaco con il vice e gli assessori di turno per le inaugurazioni.Forse nessuno di loro sa giocare a scacchi, ma poco importa, non è obbligatoria questa conoscenza e comunque non ci sono ancora i pezzi, quindi non hanno l’onere di dimostrare nulla. Al momento del taglio c’è davanti loro qualche giornalista, che si prodigherà in articoli e filmati di elogio, qualche mamma, che corre appresso al figlio e qualche negoziante della zona in cerca di un contatto con il sindaco.Passa qualche mese e finalmente trovano un giovane artista che crede realmente di ricevere visibilità.Il giorno in cui porteranno i pezzi non ci sarà alcuna inaugurazione, perché è già stata fatta e poi piove.Dopo circa tre o quattro giorni compaiono i primi segni di vernice sui pezzi più grandi, tipo l’alfiere, il cavallo. Le geometrie lineari della scacchiera sono invece usate da un arrembante graffitaro per riprodurre il suo solito banale disegno colorato.In alcuni casi le sigarette vengono spente sulla testa della torre, che sembra proprio un bel posacenere. Succede anche di giorno, con i vigili presenti, che però non intervengono, perché nel loro ordine del giorno non è contemplata come attività e poi sono troppo impegnati a fermare sul corso le biciclette classiche, ancora lente e facilmente rintracciabili, a differenza di quelle elettriche, che invece sfrecciano liberamente oppure si dedicano a chiedere il pass ai residenti nella ZTL, trascurando di chiederlo ai non residenti. Su quest’ultimo punto corre voce che abbiano letto il manuale di istruzioni al contrario, ma non divaghiamo: dopo poco più di un mese i pezzi sono totalmente deturpati e usati per simulare pose poco edulcorate.I tizi di mezza età si indignano sui social colpevolizzando l’educazione data ai figli, senza rendersi conto che magari sono i propri ad aver abusato dei pezzi della scacchiera.Il sindaco si fa garante di una ristabilizzazione dell’ordine cittadino, ma per sua fortuna il momento di risveglio etico della città è subito assopito dal clamore sulla squadra di calcio, che ha un’importante chance per salire di categoria.Ora c’è un ritrovato spirito unitario che spadroneggia più potente dell’oppio tra la cittadinanza: fozzabenevento!E l’artista che ha creato artigianalmente i pezzi? … e chi se lo ricorda chi era, boh! Alfredo MartinelliSt. Julien &#8211; Malta, 28 ottobre 2025]]></description>
		
		
		
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		<title>Scacchi, latte e fame</title>
		<link>https://www.alfredomartinelli.info/racconti-di-viaggio/scacchi-latte-e-fame.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2024 05:22:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[partita]]></category>
		<category><![CDATA[scacchi]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[vichinghi]]></category>
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					<description><![CDATA[Bussava forte lo stomaco, quella sera bussava così forte da farsi sentire a distanza. In lui c’era tutta la disperazione proveniente da interi giorni trascorsi in bilico sul filo della sussistenza. Avevo poco più di vent’anni e non stavo seguendo alcuna dieta. Per la prima volta stavo sperimentando il vuoto della miseria, il reale significato di scegliere cosa comprare per sopravvivere. Noi scegliemmo di mangiare il minimo e usare i pochi soldi per spostarci comprando i biglietti dei treni locali solo quando la tratta non consentiva di usare i bagni come nascondiglio dai controllori e non erano disponibili biciclette a noleggio.&#160; Da giovani ci vuole poco per sbagliare una valutazione e noi la fallimmo in pieno. Eravamo distanti migliaia di chilometri da casa con in tasca pochi spiccioli e il biglietto di un rientro lontano ancora parecchi giorni. Anche quella sera eravamo alle prese con un’attività che non prevedesse mangiare in un locale. Io avevo deciso di impegnare lo stomaco con un intero litro di latte intero e qualche zolletta di zucchero recuperata di stramacchio in un bar. Nella piazza della città c’era un’enorme scacchiera disegnata a terra. Gli elementi del gioco erano in legno e grandi quanto bambini. Pensammo che fosse stato un ottimo diversivo fino al calare del Sole, che a quelle latitudini va via molto tardi. Dopo poco intorno a noi si fermarono persone a guardarci, mentre giocavamo prendendo i pezzi con due mani per spostarli sui quadrati della scacchiera. Con un veloce sguardo d’intesa, decidemmo di non parlare tra noi, creando un clima di suspance degno della scena di un duello da film. Al tempo stesso, potevamo sentire i bisbigli del pubblico che via via si era formato: erano nostri conterranei, incuriositi dall’usanza di quella lontana cittadina vikinga, ingannati dal nostro silenzio. La partita divenne interessante e seria, ma l’imprevisto era alle porte o, per meglio dire, aveva attraversato le porte di ingresso e uscita del mio stomaco e senza sosta stava correndo verso la fine dell’intestino. Tutto il litro di latte bevuto come cena era pronto a uscire e lo stava comunicando a gran voce, con gorgoglii udibili anche tra il pubblico. Lo dissi sottovoce al mio amico, che iniziò a ridere. Abbandonai la partita per una giusta causa, ma vinsi ugualmente, perché arrivai in tempo al bagno del campeggio presso cui avevamo piantato la nostra malandata tenda a igloo. AMBenevento, 11 giugno 2024 P.S.: la foto è molto più moderna rispetto agli eventi narrati]]></description>
		
		
		
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