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	<title>racconto breve &#8211; Alfredo Martinelli &amp; dintorni</title>
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	<title>racconto breve &#8211; Alfredo Martinelli &amp; dintorni</title>
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		<title>Turbini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 10:13:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fu un’estate sospesa, un’anomalia del calendario che pareva non voler mai cedere il passo. Per settimane restammo intrappolati in un prolungamento innaturale della primavera, dove l’aria conservava una freschezza acerba e il mondo sembrava rifiutarsi di invecchiare]]></description>
		
		
		
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		<title>il Principe senza macchina e senza paura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 May 2025 15:25:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un tempo non tanto distante dal nostro, in un castello inargentato viveva un Principe senza macchina e senza paura: si racconta che girasse sempre a piedi e addirittura scacciasse i ragni senza l&#8217;uso delle ciabatte. Giunto oramai a &#8220;una certa&#8221;, gli anziani genitori lo convocarono per ricordagli di trovare moglie e dare continuità al regno.Cedette alle insistenze dopo un lungo dibattito e chiese aiuto agli amici più fidati per individuare tre donne tra cui scegliere.Malvolentieri, ma solerti e professionali, gli amici scandagliarono l&#8217;intero regno fin quando trovano le donne giuste.Da quel momento la scelta ricadde integralmente sul Principe, che convocò le donne a corte. La prima era bionda, con occhi blu intenso come il mare che si fonde all&#8217;orizzonte col cielo. Era brava nella gestione degli affari e sapeva condurre uomini e aziende. La seconda era mora con occhi neri e profondi come la notte che avvolge e placa gli animi. Studiava le regole dell&#8217;universo intero, conosceva e insegnava l&#8217;essenza di ogni cosa. La terza era rossa come il fuoco che arde e divora, con occhi verdi e felini. Era maestra di ogni arte conosciuta e padrona di tutte le lingue più diffuse. Il Principe intuì che la scelta non sarebbe stata facile, così prese tre giorni di tempo per decidere. Il primo lo trascorse nelle locande fino all&#8217;alba del giorno dopo.Il secondo lo dedicò al gioco con gli amici di sempre.Il terzo giorno si ritirò in meditazione sul colle più alto del regno Il quarto giorno convocò le tre donne per fare conoscere la sua scelta. A questo punto in molti penseranno che scegliesse quella con le tette più grandi, ma, nonostante i radicati stereotipi sui rampolli di famiglia, il nostro Principe era già persona s matura e saggia. Davanti alle tre donne sellò il suo fidato destriero, controllò i ferri agli zoccoli, prese una sacca con dentro l&#8217;essenziale, poi si avvicinò a loro, le salutò con un cordiale inchino e un fragoroso &#8220;CiaoSkiappe!!&#8221; e partì per un lungo viaggio AMBenevento, 18 maggio 2025]]></description>
		
		
		
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		<title>Grigio piombo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2020 18:20:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Voglio che lo sappiate fin da subito, senza girare intorno all’argomento, perché in questa storia non c’è e non ci sarà un colpo di scena: io sono già morto. Sì, avete capito bene, sono morto sedici mesi e 16 giorni fa. Non sto scherzando e non sto parlando della morte come una metafora. Io sono realmente morto sparandomi alla tempia, perché, come accade in teatro, se sulla scena c’è un fucile, prima o poi spara. In casa mia c’era una pistola e alla fine ha sparato, ma non per finta o per errore, ha sparato perché ho premuto il grilletto per uccidermi. Se può farvi stare bene, sappiate che non ho sofferto in quel momento, anche se lo avrei meritato. Il passaggio è stato rapido: un attimo prima avevo gli occhi lucidi di follia di chi ha capito tardi, l’attimo dopo ho osservato il mio corpo sgorgare sangue sul pavimento e sulla parete accanto colare pezzi di cervello spiattellati dall’esplosione. Eppure sembrava iniziato tutto nel migliore dei modi. Ci siamo conosciuti non troppo giovani, ognuno con le sue esperienze passate andate male e ognuno con la voglia di ricominciare. Solo che lei aveva lasciato il suo uomo perché la tradiva, io ero stato lasciato perché la picchiavo. Tutto sembrava però acqua passata. Il tempo scorre sereno, l’amore non manca, lei mi coccola in continuazione, arrivano anche i figli … poi però, un po’ alla volta, torna a bussare anche quella necessità di dominio, quella voglia di rendere evidente chi ha il potere in casa, chi porta i pantaloni. Inizialmente mi infastidisco e la sgrido anche per fesserie e lei mi dà ragione e questa cosa inizia a eccitarmi. Poi inizio con qualche spintarella, qualche schiaffo e lei se li tiene e a me non interessa il perché, mi piace la cosa e vado avanti e quando dice: “non facciamoci vedere dai nostri ragazzi, non devono saperlo”, a me piace sempre più. Mi fa sentire uomo, mi eccita e mi piace anche sottometterla sessualmente e farle fare quello che mi fa godere e quando lei piange a me piace ancora di più. Poi gli schiaffi diventano pugni, lasciano il segno e le dico che se ne parla a qualcuno non la farò più camminare, ma solo andare a gattoni, come piace a me. Lei lo fa, sta zitta. Così un giorno torno a casa con la voglia di farle cadere un dente, perché si deve vergognare di uscire, perché i servizietti deve farli solo a me. Le faccio lo sgambetto quando sta per portarmi il piatto a tavola e mentre sta per terra la incolpo con veemenza, poi la tiro in piedi per la maglia e inizio a prenderla a pugni sulla faccia. Sento le ossa della mandibola muoversi sulle nocche e mi piace, perché vuol dire che sono forte. Lei cade e si siede con la faccia tra le mani. Piange in silenzio, ma io voglio sentirla. La prendo per i polsi e la tiro su di nuovo, le si protegge ancora il viso con le mani, ma io voglio colpirla proprio lì, perché ancora non ho visto i suoi denti a terra. Usando le mani le allargo braccia e con tutta la forza del do una testata sulla bocca. Finalmente sento i denti rompersi. Sono contento e le lascio i polsi, ma lei è svenuta e cade attraversando il vetro della porta della cucina. Il frastuono è enorme e mi fa godere. Lei resta a metà della porta, con le lame della parte inferiore che le infilzano l’addome. Non lo capisco subito e la insulto per farla rialzare. Solo quando le tiro i capelli per alzare la testa capisco che non c’è più, solo in quel momento mi sveglio. I ragazzi sono a scuola, ma in quel momento non penso a loro. Apro il balcone. Fuori è grigio piombo, come un qualsiasi giorno di inverno. Apro le varie cassette di sicurezza e monto la pistola. Prima di premere il grilletto mi tornano le immagini di quando ero bambino, dei miei genitori, delle prime fidanzate, di tante altre persone e di me e lei il giorno che ci incontrammo. Ho capito d’aver tradito ogni persona che nella vita ho incontrato. AMBenevento, 20 novembre 2020]]></description>
		
		
		
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		<title>Cremisi &#8211; video lettura</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2020 08:20:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cremisi rientra nel ciclo dei &#8220;Racconti a colori&#8220;. Se vuoi leggerlo clicca qui: &#8220;Cremisi&#8220; AMBenevento, 19 novembre 2020]]></description>
		
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		<title>Porpora</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 08:15:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Solo a fine giornata, prima di calare oltre le montagne, con una luce crepuscolare e intensa, accendeva di porpora le nubi dal basso, trasformandole in tizzoni di brace ardente e rumorosa. Era come avere l’inferno capovolto sulla testa. I pochi televisori sparsi nelle abitazioni dei più ricchi e in qualche bar, non prendevano più il segnale e anche le radio gracidavano su ogni frequenza]]></description>
		
		
		
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		<title>Il gatto rosso</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 08:11:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se pensate che aver paura di un gatto possa essere un eccesso, forse è perché non avete conosciuto quello a pelo rosso della famiglia al secondo piano del palazzo in cui abito.]]></description>
		
		
		
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		<title>Una forma di solitudine</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 08:10:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Purtroppo a quel tempo ero fidanzato e, come in un accordo mai definito, delegammo al Caso gli incontri tra i banchi e i corridoi dell’Università. Fu in quel periodo che capii l’esistenza di un altro tipo di solitudine]]></description>
		
		
		
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		<title>L&#8217;appuntamento</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 08:07:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ovunque mi trovassi o dovessi andare, avevo la ferma convinzione che mi sarebbe stato più facile vederla se non avessi usato l’auto o altri mezzi. Solo con la pioggia evitavo la camminata, perché anche lei non sarebbe uscita.]]></description>
		
		
		
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		<title>L&#8217;acqua</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 08:05:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lei partì l’indomani mattina presto. Al sentirmi chiedere quando ci saremmo rivisti, pensai per un istante se fosse realmente necessario lasciarsi. Tenni per me il pensiero e venne fuori un banale “Quando vorrai.”]]></description>
		
		
		
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		<title>Vapore d&#8217;argilla</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 08:04:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In quel luogo lontano non esistono aerei, ma grandi vascelli volanti e sulla Luna si giunge con le parole e non con i razzi. Di sera, le vie hanno l’odore dell’olio bruciato dalle fiammelle nei lampioni. I forzieri non sono chiusi, ma adornati con foglie colorate su enormi anelli di corteccia.]]></description>
		
		
		
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		<title>Nel bene e nel male</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 12:49:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Può solo un nome evocare tanto? imprigionare pensieri, dettare il pulsare nel petto e far sentire lo stomaco arrendersi alla mancanza? Sì, può farlo e imperterrito continuare fino al prossimo cenno di presenza, che induce la gola a deglutire in un riflesso condizionato, gli occhi chiudersi per un istante mentre i polmoni inspirano come dopo una lunga apnea.]]></description>
		
		
		
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		<title>Afonia</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 12:46:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Imparai a inventare e scrivere storie perché le emozioni non diventavano parole per uscire dalla bocca, piuttosto mi rendevano afono]]></description>
		
		
		
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		<title>Rosso cadmio</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 12:45:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Seppur ancora bimbo, capii che non era una cosa buona, ma capii anche che non era colpa mia se non sorridevo come gli altri o non piangevo quando mi lasciavano all’asilo, non avevo paura del buio e non ero contento a Natale]]></description>
		
		
		
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		<title>Ocra</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 12:42:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sono visto di spalle che partivo. Non ero né giovane e né vecchio, solo molto stanco. Quelle volta, per la prima volta, sarei voluto rimanere sul terrazzo di casa per godere il fresco gentile sparso la sera dalla tarda primavera, spillando un po’ di profumo ...]]></description>
		
		
		
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		<title>La gentilezza</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 08:12:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E così, tutto quel che un tempo era ora non è più. Non sei più tu e non sono più io. Quel che ci accumunava è svanito. Forse consumato dal tempo, forse logorato dalle distrazioni, dagli impegni di lavoro, da passioni differenti, sopraggiunte con l’età. Siamo distanti, seppur vicini. Siamo seduti accanto, ma non ci comprendiamo,]]></description>
		
		
		
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		<title>qui e adesso</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2020 13:55:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lasciarmi fluire era la soluzione: prendere quel che di buono sarebbe arrivato, ponendo attenzione solo sul “qui e adesso” di ogni incontro]]></description>
		
		
		
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		<title>la fioraia</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2020 13:37:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da ragazzino non avevo tanti soldi da gestire e il giorno dopo le ricorrenze comandate i fiori costavano sempre un po’ in meno]]></description>
		
		
		
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		<title>la punizione divina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2020 18:14:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le anziane del paese l’avevano prevista. Avevano letto nella forme e colore delle ossa di pollo bruciate nella brace e interpretato i dolori alle ossa dei mattini precedenti. Quel pomeriggio sarebbe arrivata ...]]></description>
		
		
		
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