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	<title>notte &#8211; Alfredo Martinelli &amp; dintorni</title>
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	<description>sperimentazioni tra scrittura e altre forme d&#039;espressione</description>
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		<title>Mica pizza e fichi!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2022 10:55:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri, Racconti & Storie]]></category>
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					<description><![CDATA[la luce alle spalle che si infrange sulle siepi intorno e scolpendo la sagoma della mia ombra sulle foglie, mi ricorda quella dei fari delle auto. Pensai a una macchia in fase di manovra e continuai la conversazione telefonica a tre, con alcuni amici fuori città, senza far più caso a quella luce e al lungo tempo impiegato per una eventuale manovra.Di lì a poco sento arrivare un tizio, mi volto e vedo un&#8217;altra luce simile a quella dei flash dei cellulari, anch&#8217;essa puntata su di me.Il tipo mi saluta con aria quasi amichevole e mi fa pensare a qualcuno che mi conosce o riconosce, così rispondo anch&#8217;io amichevolmente, anche se per quel po&#8217; che risco a scorgere del suo viso, non ricordo nessuno, ma non ci faccio caso, perché sono abituato a brutte figure del genere, così mantengo un approccio amichevole e sorridente.Subito dopo il tizio mi chiede come mai fossi da quelle parti. Gli faccio notare il filo degli auricolari e gli dico che mi piace conversare con amici in posti in cui riesco a concentrarmi sui discorsi senza distrazioni. Lui sorride e mi chiede da quanto tempo fossi lì e dove fossi stato prima, più qualcos&#8217;altro che non capisco, perché a quel punto cerco di concentrarmi sul suo viso, attraversando la luce ancora puntata su me. Non lo riconosco e mantenendo sempre un certa distaccata cordialità gli chiedo come mai tutte quelle domande e a lui cosa potrebbe mai interessare di me.Solo a quel punto il tipo si presenta: &#8220;Ma io sono un carabiniere, MICA PIZZA E FICHI!&#8221; e finalmente sposta la luce dal mio viso per puntarla sulla sua giacca, capisco che si tratta di una torcia di servizio e leggo effettivamente la scritta &#8220;Carabinieri&#8221; con tanto di logo, colori, ecc. Subito dopo m&#8217;incalza: &#8220;Mi dia i documenti, lei come si chiama?&#8221;A me viene da sorridere per la surrealità della scena e mentre gli rispondo con serena spontaneità, provo a prendere la carta di identità, ma lui capisce che non sono io quello che stanno cercando, così cambia discorso e mi chiede se avessi notato qualcuno.Effettivamte lo avevo notato lungo la strada per arrivare fin lì. Senza che lui mi faccia altre domande gli descrivo il tipo e la strada da lui percorsa, che corriponde a quanto sapesse anche lui.Mi ringrazia e va via. Dopo poco si spegne anche il faro che dall&#8217;auto aveva illuminato la scena. Riprendo la conversazione con i miei amici che avevano ascoltato tutto, ma siamo nuovamente interrotti da altri due tipi che mi fanno le stesse domande del carabiniere. Rispondo anche a loro e vanno via. A quel punto Cosimo Gentile a Carmen Miano mi consigliano di cambiare posto. P.S.: chi pensa sia solo un racconto, sappia che anche questa è una semplice trascrizioni di un evento reale N.B.: la foto non è del luogo reale della scena narrata, ma ricorda colori, Luna e chiaroscuri di quel momento]]></description>
		
		
		
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		<title>Incontro al buio &#8211; una storia vera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 09:30:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[alfredo martinelli]]></category>
		<category><![CDATA[buio]]></category>
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		<category><![CDATA[racconto]]></category>
		<category><![CDATA[sotria vera]]></category>
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					<description><![CDATA[Ero diretto a un paese in provincia o per meglio dire verso una collina tra la mia città e questo paese. A un tratto il navigatore mi fa uscire dalla Statale, per inoltrarmi nella zona industriale adiacente.Il paesaggio è quasi distopico, con poche luci e strade deserte, costellate da enormi prefabbricati. Dopo vari zigZag tra strade di servizio sempre più strette e maltenute, l&#8217;indicazione mi conduce su uno strettissimo viottolo sterrato in salita, che si arrampica fuori dalla cerchia della zona industriale.Mi ci infilo fiducioso nella tecnologia e mi ritrovo su una mulattiera illuminata solo dai fari, che man mano diventa sempre più larga e coperta da pietre livellate in attesa dell&#8217;asfalto. Continuando a procedere con prudenza, dopo poco, sotto un larghissimocavalcavia cupo e grigio come una scena di un film post apocalittico, vedo un&#8217;auto ferma sul lato opposto al mio. Dentro intravedo la sagoma bionda di una donna. Immaginando sia una &#8220;signorina di compagnia&#8221; o cmq in compagnia in quel momento, tiro dritto, ma subito dietro l&#8217;auto sbucano altre due ragazze, che mi fanno cenno di fermarmi. Freno e abbasso il finestrino, loro si avvicinano e in quel momento penso: &#8220;m&#8217;hanno fregato, ora tirano fuori un pistola e si portano auto e portafogli e magari mi lasciano mezzo nudo in mezzo al tenebroso nulla.&#8220;Invece mi chiedono:&#8211; &#8220;Scusa ci serve un consiglio, ce lo puoi dare?&#8221;Come si può immaginare la situazione è così paradossale da assomigliare a un mio racconto e non posso certo tirarmi indietro per lasciarmi fluire dagli eventi. Mi raccontano così che alla loro auto sono scoppiati gli airbag per via di un fosso che hanno preso ad alta velocità e non sanno se possono ripartire, perché sentono una strana puzza di bruciato.Senza scendere dall&#8217;auto faccio marcia indietro e vedo che effettivamente gli airbag sono fuori e afflosciati. Spiego loro che la puzza è normale, perché si aprono usando una sorta di polvere da sparo, con un meccaniscmo simile a quello dello sparo dei fucili e che se il motore non ha ricevuto urti durante il salto sul fosso e non perde olio, possono ripartire.In quel momento si avvicina la bionda che era in auto e mi dice:&#8211; &#8220;Fra&#8217; ma mo come faccio con l&#8217;assicurazione, chi mi ripaga il danno e il carrattrezzi?&#8220;&#8211; &#8220;Per questa cosa ti conviene chiedere a loro, spesso il soccorso stradale è incluso!&#8220;&#8211; &#8220;Fra&#8217; ma non ero io alla guida, perché ha voluto guidare lei!&#8221; indicando con acidità una delle due accanto.Lei risponde altro, senza dar conto dell&#8217;accusa e io cerco di non far accendere altre micce. Poco dopo per fortuna vediamo arrivare immersa in una corona di luci l&#8217;auto dei soccorsi che stavano aspettando.Le saluto e riparto con ancora più cautela, non mi va di far scoppiare anche i miei airbag. La strada peggiora parecchio, l&#8217;auto ondeggia nel fango e in alcune parti struscia sul terreno grezzo. Non c&#8217;è spazio per girami, posso solo andare avanti scorgendo la linea del sentiero che man mano si genera illuminata dai fari. Confido nella leggendaria immortalità delle Volvo e nel mio innato zen. Dopo circa 10 Min sono nuovamente su un po&#8217; di asfalto. Il peggio è passato, per fortuna le ho incontrate. AMBenevento, 19 aprile]]></description>
		
		
		
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		<title>Laura Coletta legge &#8220;il secondo respiro&#8221;</title>
		<link>https://www.alfredomartinelli.info/videoracconti/laura-coletta-legge-il-secondo-respiro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 06:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videoracconti]]></category>
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		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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		<category><![CDATA[video racconto]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Avevo programmato quel tragitto da diversi giorni, l’esatto percorso composto da attraversamenti, diagonali fra i marciapiedi, i chiaroscuri delle ombre proiettate dai lampioni e l’odore umido ed intenso dell’acqua del fiume misto alla vegetazione.&#8220;È uno dei passi del racconto. Oggi è stata Laura Coletta ad avermi onorato di una sua lettura. Non avrei potuto avere di meglio e la ringrazio di cuore, perché è sempre presente nelle mie iniziative. Il racconto incluso nel mio &#8220;Sparse carte&#8221;, che è gratuitamente scaricabile da questa pagina: &#8220;download Sparse carte&#8220; AMBenevento, 16 aprile 2020]]></description>
		
		
		
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