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	<title>Featured &#8211; Alfredo Martinelli &amp; dintorni</title>
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	<description>sperimentazioni tra scrittura e altre forme d&#039;espressione</description>
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		<title>Laura Coletta legge &#8220;il secondo respiro&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 06:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Avevo programmato quel tragitto da diversi giorni, l’esatto percorso composto da attraversamenti, diagonali fra i marciapiedi, i chiaroscuri delle ombre proiettate dai lampioni e l’odore umido ed intenso dell’acqua del fiume misto alla vegetazione.&#8220;È uno dei passi del racconto. Oggi è stata Laura Coletta ad avermi onorato di una sua lettura. Non avrei potuto avere di meglio e la ringrazio di cuore, perché è sempre presente nelle mie iniziative. Il racconto incluso nel mio &#8220;Sparse carte&#8221;, che è gratuitamente scaricabile da questa pagina: &#8220;download Sparse carte&#8220; AMBenevento, 16 aprile 2020]]></description>
		
		
		
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		<title>Federica Flocco legge &#8220;Cobalto&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2020 07:44:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Quando mi chiedevano – “Come fai?” avrei voluto rispondere “E che ne so!”, ma un artista non risponde così e inventavo storie credibili.&#8220;Il racconto di oggi ha avuto l&#8217;onore d&#8217;essere letto da Federica Flocco. Il mio invito non può essere altro che dirvi di sospendere tutto per 6 minuti e ascoltarla. Chi volesse leggere la versione originale, può andare qui: &#8220;Cobalto&#8220;. AMBenevento, 15 aprile 2020]]></description>
		
		
		
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		<title>il gatto rosso del 2° piano</title>
		<link>https://www.alfredomartinelli.info/videoracconti/il-gatto-rosso-del-secondo-piano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2020 09:16:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La prima volta che lessi in pubblico il racconto, fu durante un evento di poesia ambientato in un uliveto. In una originale ambientazione, i poeti, tutti molto bravi, declamavano con intensità i loro testi carichi di amore, introspezione, nostalgia, mancanza … poi venne il mio turno e ben sapete che io poeta non sono … Se pensate che aver paura di un gatto possa essere un eccesso, forse è perché non avete conosciuto quello a pelo rosso della famiglia al secondo piano del palazzo in cui abito.Quando qualche mese fa si sono trasferiti ha subito attirato l’attenzione di tutti i condomini. Si muove sicuro, con spalle larghe e gambe robuste che sembrano corte e tozze, perché sbucano da sotto un corposo e lungo pelo. La facciona ha baffi lunghi, bianchi e setosi, che si spostano all’unisono come antenne di un satellite. Gli occhi non guardano, indagano l’anima fino a giungere alle più lontane e profonde paure dell’inconscio. Libero, passeggia fra le scale, i balconi di noi tutti e i tetti dell’intero quartiere. All’inizio noi condomini abbiamo preso timorosa confidenza con la nuova e possente figura che aleggiava sul palazzo. Successivamente abbiamo iniziato ad apprezzare anche le sue qualità di cacciatore. In poche settimane sono spariti quegli odiosissimi piccioni dai cornicioni con tutti i loro fetidi e infetti escrementi. Sono scomparsi anche i topi che, di tanto in tanto, si affacciavano dalle fogne e tra i basoli delle strade. L’ordine era stato ristabilito grazie al bell’esemplare di felino domestico e lui ne era consapevole. Oramai incontrarlo per le scale significava scansarsi per farlo passare; anche salendo con le buste della spesa non muoveva la sua sinuosa e sicura presenza. I proprietari o, per meglio dire, la famiglia che l’ha portato con sé e presso cui dormiva con maggiore frequenza, lo veneravano come una divinità. Solo un paio di volte mi sono fermato a parlare con loro e il discorso è caduto immancabilmente sull’idolo di casa, al quale si rivolgevano come a una persona. Non ho mai sentito chiamarlo o pronunciare il suo nome e quando ne parlavano dicevano “lui”.Ad esempio: «La sera non guardiamo la TV, perché “lui” non gradisce».Oppure: «Non cuciniamo mai la verdura, sa com’è, a “lui” certi odori non piacciono». E altri discorsi analoghi. Ormai il quartiere è invaso di gatte incinte e cuccioli ovunque. Durante il periodo della riproduzione, il concerto del miagolio è così intenso e senza tregua che l’ultima volta sono andato a dormire per qualche giorno dai miei.L’aspetto più allarmante della vicenda è che “lui” sta diventando sempre più prepotente e pretenzioso anche con noi condomini.Sempre più persone l’hanno trovato a rovistare nel frigo, nella dispensa o sulla tavola da poco imbandita, mangiando quel che di più prelibato era disponibile. Avvicinarsi o scacciarlo è impossibile. Quando si trova il coraggio di fronteggiarlo apre la bocca mostrando i lucidi e aguzzi denti ed emette un miagolio che farebbe rabbrividire anche un sordo. In casa mia è giunto tramite il balcone. Ho sentito sbattere contro la finestra, girare la maniglia, mi son avvicinato e l’anta m’ha colpito dritto in faccia. “Lui”, miagolando scocciato, è andato direttamente sul lavandino dove stavo pulendo del pesce appena comprato. Stamane, rientrando, ho visto gli addobbi funebri. Per le scale ho chiesto a una del pianerottolo e m’ha detto che hanno fatto il funerale a “lui”. Pare che il corpo non sia stato trovato perché sbranato e mangiato da grossi cani randagi. Mancava da qualche giorno e sembra che sia stata ritrovata soltanto la corposa pelliccia rossa. Poiché era considerato uno di famiglia, ho visto persone che hanno portato il pranzo ai coinquilini del felino.Per non apparire scortese, ho anche io portato loro parte del mio pasto. Avevo preparato la polenta con il coniglio e sembra che l’abbiano gradita molto.Dopo tutto, senza peli e testa, era difficile riconoscerlo. AMBenevento, 9 aprile 2020 N.B.: l&#8217;immagine di copertina è stata disegnata da Giulia Pex, quando il racconto è stato pubblicato su Verderivista.]]></description>
		
		
		
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		<title>e se Zeus fosse nato a Napoli?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2019 17:40:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Virgilio panarese]]></category>
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					<description><![CDATA[Il piacere di una buona lettura, la scoperta di aneddoti mitologici e storici ed anche, più semplicemente, uno sguardo al passato raffrontato con la quotidianità attuale, la visita virtuale di luoghi magici senza bisogno di video, dialoghi pieni di vita vissuta, tradizionale e moderna al tempo stesso, un clima di familiarità che ti coinvolge nel voler sapere come andrà a finire. Oppure semplicemente una originale guida tra mitologia, storia e opere d&#8217;arte di Napoli Tutto questo è &#8220;e se Zeus fosse Nato a Napoli?&#8221; di Virgilio Panarese, che ho avuto l&#8217;onore e il piacere di presentare il 25 maggio scorso presso la &#8220;Libreria Masone&#8221; di Benevento, accompagnato dalle letture di Milena di Rubbo. AMBenevento, 27 maggio 2019]]></description>
		
		
		
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		<title>Morgana poetry slam</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Mar 2019 11:07:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ieri sera [venerdì 22 marzo 2019] ho avuto la possibilità e la fortuna d&#8217;essere mc [Master of Ceremony] di una tappa regionale del Poetry slam organizzato dalla Caspar Campanai e valevole per il campionato italiano della lega LIPS [Lega Italiana Poetry Slam] Ospiti del Morgana Music Club di Benevento, la serata è scorsa intensa e selvaggia, con un pubblico eterogeneo sia nell&#8217;attenzione che nel modo di approcciarsi alle performance dei concorrenti. Sono tornato a casa stanco e soddisfatto, come si conviene a ogni giornata degna d&#8217;essere stata vissuta Si seguito alcune immagine della serata: AMBenevento, 23 marzo 2019]]></description>
		
		
		
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		<title>Quella volta che incontrai un pretigiatore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2019 18:12:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri, Racconti & Storie]]></category>
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					<description><![CDATA[A quel tempo ero giovane quasi quanto oggi, avevo solo qualche capello in più e un po&#8217; di pensieri in meno. Eravamo partiti in treno dalla nostra piccola Benevento e, sempre in treno, avremmo raggiunto Budapest, ma non con un banale Frecciarossa, Italo, TGV o ICE, bensì con il famigerato &#8220;Orient express&#8221;, che agganciammo nella stazione di Vienna. Era tutto vetri, specchi e velluto a costine blu: una vera lussuria. Per l&#8217;Ungheria erano i primi anni al di fuori del controllo sovietico e c&#8217;era molta euforia a basso prezzo: le nostre Lire erano un bel vantaggio economico e noi ci godevano la pacchia aumentando il guadagno al &#8220;cambio nero&#8221;, orrendo così più Fiorini del cambio ufficiale. Mangiavamo in ristoranti per altolocati, usavamo i taxi e ci concedevamo ogni tipo di sfizio: dal noleggio di barchette a fuori pasto notturni in locali chic. Dalla capitale ci spostammo in altri luoghi continuando col nostro andazzo. Accadde poi che un giorno cambiammo le solite 100mila Lire e, inizialmente, ci diedero meno Fiorini di quelli pattuiti. Dopo la conta, lo facemmo subito notare al tizio, il quale, prontamente riprese il malloppo dei soldi, vi appoggiò su un&#8217;altra banconota da 1000 e restituì il gruzzolo. Noi tornammo a gozzovigliare e lui fra il viavai di turisti in cerca del prossimo cliente. Solo qualche ora più tardi, nel pagare il ristorante, ci accorgemmo che, nel malloppetto di banconote a noi restituito, c&#8217;era l&#8217;equivalente solo poche migliaia di lire. A mala pena, usando altri pochi spiccioli recuperati nelle tasche, riuscimmo a pagare il ristorante senza restare a lavare i piatti AMBenevento, 7 marzo 2019]]></description>
		
		
		
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