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	<title>calcio &#8211; Alfredo Martinelli &amp; dintorni</title>
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	<description>sperimentazioni tra scrittura e altre forme d&#039;espressione</description>
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		<title>il divano e lo sport</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2021 15:37:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non chiedermi se ieri ho visto la partita o dove andrò a vederla stasera. Non chiedermi se ho visto l&#8217;ultima classica del ciclismo o la tappa del giro e men che mai una corsa di veicoli a motore. Io non guardo il calcio in TV, così come qualsiasi altro sport. Piuttosto chiedimi se ho voglia di giocare una partitella tra amici o se mi va di farti compagnia per una pedalata fuori porta e verrò di sicuro. La vita è troppo breve per trascorrerla su un divano a guardare gli altri che giocano e magari lamentarsi o rimanere particolarmente male se poi l&#8217;evidenza che per le società sportive si tratti solo di un grande business, diviene così palese da rendere superfluo tutto il contorno. Ho da tempo rimosso la possibilità di avvelenarmi le giornate per eventi privi di alcun valore di benessere pratico.Neanche devi chiedermi se guardo i filmati porno. Piuttosto chiedimi se faccio ancora l&#8217;amore.A quelli delusi per l&#8217;ennesima volta dal Calcio consiglio di dedicare il loro prossimo tempo libero alla partecipazione a una forma d&#8217;espressione artistica dal vivo. Al termine potranno addirittura fermarsi a parlare con l&#8217;artista/autore e condividere con lui le emozioni scatenate in loro da quella rappresentazione, piuttosto che lamentarsi il giorno dopo per un rigore concesso o negato P.S.: la foto di copertina l&#8217;ha scattata Alberto Luciano, incontrato per caso dopo una lunga pedalata fuori città. Sappiano i curiosi che il fazzoletto nero a fiori bianchi serve per non rovinare la fluente chioma a contatto con il caschetto. AMBenevento, 19 aprile 2021]]></description>
		
		
		
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		<title>Nel frattempo siamo tutti morti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2019 08:33:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[sparsi pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[zombies]]></category>
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					<description><![CDATA[In un momento storico particolarmente nefasto, ricco di richiami a un terribile passato che puzza ancora di guerra, odio e razzismo, tutti cercano di alzare la voce per affermare le proprie ragioni, frutto delle loro necessità di guadagno. Osservando però con maggiore attenzione, è facile capire che il problema dell&#8217;Italia non sono l&#8217;attuale classe politica eletta così come non lo è stata quella da poco passata. Il problema è l&#8217;ignoranza che regna sovrana, un appiattimento culturale iniziato qualche decennio fa e di cui la classe politica e l&#8217;espressione più evidente. In un Paese in cui il Calcio ha prevalenza su ogni altro aspetto concreto di sviluppo tecnico e culturale, un posto in cui la TV generalista e insussistente dilaga nelle menti del popolo, non ci potrà mai essere alcuna forma di progresso positivo, di organico sviluppo sociale, politico, tecnico e culturale. Per il popolo italiano è scontato che a qualsiasi livello Istituzionale ci sia malaffare: dall&#8217;Ente Regione, passando per l&#8217;Ente Provincia, fino al più piccolo ufficetto dell&#8217;INPS, in cui si accordano per dare false pensioni di invalidità. Senza scordare patenti senza esame, concorsi interni scritti &#8220;ad hoc&#8221;, schiere di portaborse, auto blu usate per fini personali, affidamenti di incarichi affidati in base a criteri poco limpidi. L&#8217;Italia è un Paese in cui l&#8217;imprenditore, piccolo o grande che sia, è considerato una fonte di reddito per la sopravvivenza di uno Stato simile a un padre ludopatico, incapace di smetter di sperperare, ma bravo nel far credere al figlio di essere oramai sulla retta via, per strappargli ancora un po&#8217; di fiducia. Non ci dobbiamo stupire se poi nei quartieri in cui prevale la cultura fascista, vengano bruciate le librerie. Fin quando la maggior parte di noi non si adopererà per alzare il livello qualitativo del vivere, ma preferirà adeguarsi al contesto, la situazione tenderà a degradare. Noi nel frattempo siamo tutti morti che camminano. AMBenevento, 7 novembre 2019]]></description>
		
		
		
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